- Le nubi che si addensano sulla Grecia dopo le elezioni che di fatto hanno sancito l'ingovernabilità del paese stanno preoccupando i mercati che oggi aprono in territorio negativo (borse) e con un euro che si riporta verso 1,30, supporto fondamentale per evitarne un ulteriore indebolimento. Ricordiamo che l'eurousd un anno veleggiava intorno a 1,49. Si potrebbe quindi ipotizzare che una buona parte di cattive notizie l'euro le abbia già scontate.
- La notizia interessante è che la correlazione tra borse e Btp si è interrotta nelle ultime due settimane: in sostanza quando le borse scendono non è più automatico che i rendimenti dei Btp e il relativo spread verso la Germania si allarghi.
- Sono in rialzo i Cds sulla Germania nonostante i Bund si mantengano sui minimi storici. Una possibile interpretazione è che si compra Bund per disperazione non sapendo cos'altro comprare visto che molti fondi hanno l'obbligo di acquistare euro e comunque devono essere investiti (la liquidità non può superare certe percentuali) ma allo stesso si specula su un aumento delle probabilità di default della Germania che è impegolata con le banche greche. Inoltre, a nostro avviso, la Germania sarà presto chiamata dai partners europei ad essere più coraggiosa attraverso politiche fiscali ancor più espansive. Questo potrebbe rendere i conti pubblici tedeschi meno solidi ed ecco quindi il motivo per cui i Cds (assicurazioni sul default di un paese) sono più cari di qualche settimana fa. La Germania inoltre più di tutti può oggi godere della politica monetaria ultra accomodante della Bce.