CAFFE’ ESPRESSO

9 febbraio 2018 - Un'analisi dei motivi dell'alta volatilità sui mercati.

Tornano a salire i tassi di interesse e a scendere le borse. Se venerdì scorso a far partire il rialzo dei tassi era stato il dato sui salari, ieri è stata la dichiarazione di un membro Fed secondo cui la correzione dei mercati azionari non dovrebbe costringere Federal Reserve a interrompere il ciclo rialzista del costo del denaro con lo scenario di tre ritocchi verso l'alto quest'anno che resta quello di base. Ad ora, sembra che la correzione del mercato non abbia ricadute sulle condizioni finanziarie, ma questo sarà da monitorato con attenzione. Inoltre contribuisce al rialzo dei tassi (e alla forza della sterlina oggi sotto 0,875 contro euro) l’atteggiamento restrittivo della Banca d'Inghilterra secondo cui la propria politica monetaria dovrà probabilmente essere ristretta "prima e un po' di più" di quanto ritenuto tre mesi fa, alla luce della revisione al rialzo delle stime di crescita per la Gran Bretagna. Al termine del proprio meeting, come atteso, ha lasciato invariato il costo del denaro allo 0,5%. Immutato è stato lasciato anche l'importo del programma di acquisto asset. La banca centrale sottolinea nel comunicato odierno di voler riportare l'inflazione al target del 2% in un "orizzonte più convenzionale", un'affermazione che indica una prospettiva temporale nell'ordine dei due anni più che di tre. La Bank of England era tornata ad alzare i tassi, per la prima volta in un decennio, lo scorso novembre, segnalando in quell'occasione l'aspettativa di due rialzi nei successivi tre anni; ma oggi l'istituto centrale afferma che il prossimo intervento dovrà arrivare prima di quanto valutato allora. Prima di oggi gli investitori attribuivano una probabilità del 50% di un nuovo rialzo nel meeting in maggio, quando verranno presentate le nuove stime di inflazione. Oggi intanto la Banca d'Inghilterra ha alzato le stime di crescite del Pil del paese. Nel dettaglio, la stima sale a 1,8% sia per il 2018 sia per il 2019 sia per il 2020, contro i rispettivi 1,6%, 1,7% e 1,7% previsti in novembre. In questo contesto il rendimento Bond Usa 10 anni sale al 2,9% con il Bund 10 allo 0,80% e l’Irs 10 all’1,17%. Il decennale Btp, nel giorno del ritorno sul mercato della Grecia, continua ad essere sostenuto da acquisti con il rendimento che si muove a cavallo del 2% con lo spread vs Bund che scende a 120 bps, minimi da agosto 2016. Il dollaro performa relativamente bene durante le turbolenze sull’azionario e ciò è da tener presente anche se tale relazione dovrà essere verificata. L’avversione al rischio continua ad essere elevata e anche il rimbalzo di ieri delle borse appariva poco convincente considerando che altri asset come lo yen, cartina al tornasole dell’umore dei mercati, continuava a restare molto acquistato (si acquistano yen quando le borse scendono – effetto carry trade). Non sono mancati spunti dal Vecchio Continente: la Banca centrale europea sta aggiustando in senso restrittivo alcune delle proprie regole sul collaterale, in modo che a garanzia dell'assegnazione di fondi Bce le banche non consegnino asset eccessivamente rischiosi. E’ stato deciso di escludere la categoria dei fondi di investimento dalla lista degli emittenti di collaterale da accettare in cambio di finanziamenti, tenuto conto del rischio specifico da mettere in relazione ai potenziali cambiamenti del potafoglio dei fondi. Infine secondo il capoeconomista Bce un graduale rialzo delle pressioni inflazionistiche nella zona euro non significa necessariamente che i prezzi si trovino su un sentiero sostenuto di crescita che giustifichi un'ulteriore riduzione dello stimolo monetario; condizioni meno accomodanti di politica monetaria potrebbero mettere in pericolo la traiettoria dell'inflazione. Di parere leggermente diverso, meno espansivo, il pensiero del presidente della Bundesbank secondo cui se l'economia dell'Eurozona continuera' a crescere secondo le aspettative, un'estensione sostanziale degli acquisti oltre il termine annunciato non sembra essere necessaria. La forward guidance della Bce prevede acquisti di 30 miliardi di euro al mese fino a settembre e non prevede scadenze predefinite al Qe, anzi non esclude un suo possibile ampliamento se le condizioni economiche dovessero peggiorare. Le dichiarazioni odierne lasciano intendere che sarebbe accettata una contenuta estensione del Qe per favorire una chiusura graduale del programma al posto di una brusca interruzione ma difficilmente potrebbe passare l’idea di un aumento degli acquisti.

 

Da Via Nazionale la statistica mensile di dicembre relativa a sofferenze, depositi e impieghi di dicembre, insieme al dato sui titoli di Stato detenuti dalle banche operanti in territorio italiano, sempre in dicembre.

A mercato chiuso è arrivata la comunicazione del ministero dell'Economia sul prossimo collocamento a medio-lungo: martedì 13 febbraio verranno messi a disposizione degli investitori tra 6,25 e 7,75 miliardi di euro nelle riaperture dei Btp a tre, 7 e 30 anni.

Debole il secondario italiano in chiusura, con una risalita dei rendimenti che procede peraltro in parallelo alla curva tedesca e a quella britannica.

Sesta seduta consecutiva di calo per il greggio dopo che l'Iran ha annunciato di aver intenzione di aumentare la produzione e che la produzione Usa ha toccato livelli record, aggiungendo ulteriori timori sull'ampia offerta a livello mondiale.

Yen verso massimo quattro mesi su dollaro, a 108,47, mentre le borse mondiali vedono una nuova correzione. Il peggioramento dell'appetito di rischio e la maggiore volatilità spingono molti investitori a chiudere le posizioni piuttosto che tornare a scommettere.

DATI MACROECONOMICI

USA
Revisione scorte ingrosso dicembre.
Vendite ingrosso dicembre.

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