In una giornata priva di spunti macro i mercati sono concentrati nel valutare il voto austriaco e l’ultimatum del governo spagnolo al presidente catalano Puigdemont che dovrà dichiarare se nel suo discorso al Parlamento abbia dichiarato o meno l'indipendenza della regione, dopo il controverso referendum del 1° ottobre. In Austria il conservatore Sebastian Kurz, promotore di una linea anti-immigrazione, potrebbe diventare il nuovo leader di governo dopo le elezioni di ieri, ma il suo partito è lontano dai numeri necessari per raggiungere la maggioranza e dovrà probabilmente cercare una coalizione con l'estrema destra dell'Fpo che ha registrato un balzo conducendo un testa a testa con i socialdemocratici insidiandone i risultati.
Il clima di incertezza indebolisce l’euro anche per via delle parole di Draghi di venerdì sera poco contento dell’andamento dei salari nominali che sono la causa principale della bassa inflazione.
Poco mossi i tassi di interesse con quelli europei ai minimi delle ultime settimane.
L'amministrazione Usa non certificherà il rispetto dell'accordo del 2015 da parte di Teheran, segnando così un'importante ulteriore rottura di continuità rispetto alla politica di Obama.