CAFFE’ ESPRESSO

19 maggio 2017 - La Fed alzerà a giugno nonostante le difficoltà di Trump.

Attesi ulteriori sviluppi della vicenda Trump, che da un paio di giorni domina i mercati determinando una corsa ai beni rifugio, favorendo quindi i titoli di Stato a discapito dell'azionario. Trump parla di 'caccia alle streghe'. La difficoltà politica del presidente Usa ha determinato anche un indebolimento del dollaro e, secondo alcuni osservatori, potrebbe ulteriormente influire sulle attese per un nuovo rialzo dei tassi Fed a giugno, già indebolite da una serie di dati non brillanti giunti dall'economia nell'ultimo mese.
Qualche operatore alla luce di queste novità sta iniziando a mettere in dubbio che la Fed possa effettivamente alzare i Fed Fund alla riunione di metà giugno. Difficile immaginare che dopo aver preparato il terreno ad un rialzo, la Yellen faccia retromarcia. Si è ancora prodigata recentemente per sottolineare come il rallentamento Usa del primo trimestre sia temporaneo. L’evento positivo, soprattutto in ottica di indicatori del costo del funding, è la tenuta dei Btp e dello spread Italia – Germania che si mantiene sui 180 bps, in un contesto di aumento dell’avversione al rischio che sta penalizzando in particolare il settore bancario. Il dollaro accenna ad un poco convincente recupero.
Attesi gli interventi di diversi esponenti di spicco della Banca centrale europea. Le minute della riunione di politica monetaria del 27 aprile e pubblicate oggi indicano che la Bce potrebbe esitare a fare qualunque modifica nel suo percorso in occasione della riunione dell'8 giugno, optando per un semplice accenno alle migliorate prospettive di crescita, temendo che un segnale più consistente potrebbe vanificare anni di stimolo. I verbali mostrano infatti che ci si è trovati d'accordo sul fatto che l'istituto centrale deve agire con grande cautela anche in caso di cambiamenti nelle sfumature della comunicazione, per impedire evitabili turbolenze di mercato.

Il presidente della Bce ha lanciato segnali ottimistici sull'economia della zona euro, parlando di una crisi ormai alle spalle e di una solida ripresa, gettando le basi, secondo gli analisti, per un graduale ritiro dello stimolo monetario.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Stima flash fiducia consumatori maggio

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