Apertura contrastata per le borse europee; quotazioni petrolifere in rialzo in scia al deprezzamento del dollaro ma i guadagni sono contenuti dall'aumento della produzione in Medioriente, che rinnova i timori di un eccesso di offerta.
La Commissione europea pubblica le stime economiche di primavera, comprese quelle sull'Italia.
Lettura lievemente migliore delle attese sul clima di fiducia del manifatturiero europeo in aprile con una fase espansiva che tuttavia appare poco omogenea; gli indici Pmi cinese e giapponese hanno invece deluso il consensus dei mercati finanziari. Partenza di settimana con il segno moderatamente positivo per il secondario italiano, che tiene le distanze sulla controparte Bund senza in apparenza risentire dei realizzi che colpiscono i bancari a Piazza Affari in un mercato con volumi ridotti per l’assenza degli operatori londinesi per bank holiday. Sempre sul fronte dei periferici tranquillizzante la conferma arrivata venerdì sera da Dbrs al rating portoghese, che permette a Lisbona di continuare a consegnare governativi come collaterale in cambio di fondi settimanali Bce.
Anche le parole di Draghi aiutano i Btp: secondo il Presidente Bce in questo momento non ci sono alternative alla politica che schiaccia verso il basso i tassi di interesse i quali, pur non essendo privi di conseguenze, sono un sintomo e non la causa delle difficoltà dell'economia globale.
In un mercato molto poco liquido, complice la chiusura della piazza di Tokyo per festività da oggi fino a giovedì, lo yen continua ad essere robusto.
DATI MACROECONOMICI
USA
Indice Ism New York aprile