Bce taglia tassi a sorpresa; P/T all’ 1,25%

Come si sono modificate le attese sull'Euribor e com'è cambiata la curva dei tassi Irs a seguito del taglio deciso ieri dalla Bce. L'impatto sullo spread Btp-Bund.

Le attese di mercato erano orientate per un taglio alla prossima riunione di dicembre; invece la Bce ha sorpreso portando il costo del denaro nei diciassette paesi Uem dall’1,5% all’1,25%. Scendono di un quarto di punto anche i tassi sui depositi e quelli sui rifinanziamenti marginali rispettivamente allo 0,5% e al 2%.
La decisione è stata presa all’unanimità ed annunciata da Mario Draghi, nuovo Presidente Bce. Tale decisione entrerà in vigore la prossima settimana (mercoledì 9) con il primo P/T Bce al nuovo tasso dell’1,25% a cui accederanno le banche europee.
L’aggravarsi della situazione in Europa ha pesato sulla scelta; i rischi sulla crescita sono aumentati e le proiezioni per il prossimo anno saranno riviste ancora al ribasso. Le ultime proiezioni Bce fornivano una forchetta compresa tra 0,4% e 2,2% per il Pil 2012. Non è da escludersi che nelle prossime previsioni la Bce possa includere una contrazione (segui i dati macroeconomici in homepage – calendario).
La media delle previsioni di mercato per il Pil 2012 si posiziona intorno allo 0,6% ad ottobre ma riteniamo possa subire ancora una contrazione; alcune case di investimento ed autorevoli centri studi indicano come probabile una contrazione dell’economia nel prossimo anno per la zona euro.
In un simile contesto i tassi bassi a breve sosterranno l’economia. Per quanto riguarda il mercato interbancario la Bce continuerà a fornire liquidità illimitata.
Certo è che la decisione di oggi può apparentemente sorprendere soprattutto considerando i recenti dati sull’inflazione (3% tendenziale preliminare di ottobre). Tuttavia su questo fronte la Bce non sembra molto preoccupata; Draghi ha infatti dichiarato che è destinata a calare sotto il 2% nel corso del prossimo anno. Sta di fatto che oggi abbiamo tassi reali, cioè al netto dell’inflazione, negativi pari all’1,4% circa (Euribor tre mesi all’1,58% e inflazione al 3%).
Pronta la reazione dei mercati finanziari al taglio del P/T: i maggiori riflessi si registrano sui tassi attesi Euribor tre mesi che sono abbondantemente scesi essendo i più direttamente coinvolti dalle decisioni di politica monetaria. I cali maggiori (circa dieci centesimi) si registrano sul tratto 2011-2012. L’Euribor tre mesi è quindi atteso scendere dal fixing di oggi (1,58%) all’1,22% per metà dicembre e poi muoversi a cavallo dell’1% praticamente per tutto il 2012. A metà 2013 le previsioni incorporate nei tassi Futures vedono un livello dell’1,19%.
Questi livelli sono coerenti con una Bce che tagli ancora il P/T all’1% nei prossimi mesi per poi rimanere ferma all’1% fino a giugno 2013; se ciò si avverasse avremmo una ugual postura delle politiche monetarie di Bce e Fed (quest’ultima mercoledì ha ribadito che di rialzi dei tassi non se ne parla fino a metà 2013).
La discesa dei tassi Futures Euribor impatta sui tassi Irs, soprattutto su quelli a breve termine. L’Irs a due anni cala all’1,44% e il tre anni all’1,54%. Decisamente meno mossa la parte a lungo termine dove l’Irs decennale lima appena (2,58%); aumenta quindi l’inclinazione della curva dei tassi a medio lungo termine. Sui tassi a lungo infatti agiscono altre variabili: in particolare le borse positive e il rialzo del Bund non hanno consentito un calo dei tassi.
Le prospettive di un lungo periodo di tassi Euribor bassi tranquillizza chi è indebitato; per chi vuole trasformare in tasso fisso operazioni a tasso variabile, gli attuali livelli sono decisamente interessanti.
Lo spread Btp-Bund trova solo lieve beneficio (da 4,35% a 4,25%) essendo legato alla capacità della politica di fornire risposte convincenti e alle notizie che stanno giungendo da Cannes dove è in corso il G20.

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