La giornata è caratterizzata dalla doppia asta di titoli decennali tedeschi e americani in un momento in cui entrambi sono sotto pressione visto che il rendimento del Bund è salito sopra il 2% (era all’1,2% ad aprile) e il Bond al 3% (era all’1,65% ad aprile).
Per ora non si assiste a movimenti degni di nota sui mercati finanziari fatto salvo il perdurante indebolimento dello Yen.
La crisi siriana nonostante alcuni spiragli è tutt’altro che risolta. Nel discorso alla nazione Obama ha espresso scetticismo rispetto la credibilità dell'ok di Damasco alla proposta russa di mettere sotto controllo internazionale le armi chimiche in mano al regime di Assad.
L’affare Berlusconi continua a calamitare l’attenzione dei commentatori politici: in realtà gli operatori finanziari stanno guardando a ben altre cose (dinamica del debito, capacità di attuare riforme strutturali, capacità di agganciarsi alla flebile ripresa Ue …). L’argomentazione che la caduta del governo farebbe schizzare alle stelle lo spread e sarebbe una catastrofe appare molto debole. I margini di manovra per qualsiasi governo sono ridottissimi e non sufficienti a modificare il corso di un declino segnato per cui o si trova il coraggio di cambiare veramente o parlare di Imu o di 1% di aumento di Iva fa veramente sorridere e appare come un semplice diversivo per guadagnare tempo. Purtroppo più si rinviano decisioni impopolari più pesante sarà il risveglio.
In questo clima di strutturale incertezza sulla tenuta del governo, si svolge tra oggi e domani la tornata d'aste italiane di fine mese (bot flessibili e a 12 mesi).
Intanto ieri la Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che aumenta a 98 miliardi di euro da 80 l'importo massimo delle emissioni nette del Tesoro per il 2013, decisione necessaria per finanziare alcune misure tra cui il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle aziende fornitrici.
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Bot flessibile a 101 giorni e Bot 12 mesi.
GERMANIA
10 anni
USA
10 anni