AMPIO RECUPERO DEI BTP DOPO LA DOCCIA FREDDA DI IERI POST RIUNIONE BCE.

Si assiste oggi ad un ampio recupero delle borse, dell’Euro e soprattutto dei Btp dopo l’autentica doccia fredda di giovedì seguita alle parole del Presidente Bce (tassi invariati: P/T allo 0,75%; tasso depositi a zero; tasso sui rifinanziamenti marginali all’1,75%). Quello che aveva deluso ieri i mercati è stato l’ulteriore rinvio delle misure volte a contenere gli spread tra i vari paesi europei.

In pochi minuti si è assistito giovedì ad un violento rimbalzo dei rendimenti dei Btp a lungo termine (il decennale ha sfiorato il 6,45%) che fino ad allora avevano vissuto una settimana abbastanza tranquilla: la parte a breve invece è migliorata grazie al fatto che gli interventi della Bce sul secondario, come dichiarato da Draghi, si concentreranno su tali durate (segui i tassi su www.aritma.eu).

La reazione positiva di oggi non ha particolari motivazioni se non quella di una lettura meno negativa delle dichiarazioni di Draghi: le sistemazioni di posizioni (fine settimana e per molti ultimo giorno lavorativo prima della pausa estiva) potrebbero aver condizionato i movimenti odierni.

Complessivamente, la settimana si chiude con un rialzo dei Btp 10 che dal 5,85% di venerdì scorso salgono al 6,03% ; calo di 40 centesimi sui Btp 5 anni (4,88%), mentre i 2-3 anni vedono un rientro di ben 60 cent. (2 anni al 3,06%; 3 anni 3,82%). La curva dei rendimenti Btp si è decisamente irripidita (la differenza Btp 10-2 anni è passata dal 2,2% al 3%) e ciò è da considerarsi positivo.

Il Bund 10 lo ritroviamo oggi a 1,36%; si allarga lo spread Btp-Bund sui decennali che, dopo il picco al 5,1% settimanale, scende oggi al 4,67% (venerdi scorso era 4,51%).

Ma fa ben sperare la reazione che si è riscontrata sul breve termine, dove i rendimenti Btp e gli spread vs Bund in settimana risultano in forte rientro. L’auspicio (oggi si sta parzialmente concretizzando) è che il calo dal breve prosegua e vada via via a trainare le scadenze più lunghe riproponendo quanto era già avvenuto tra novembre 2011 e marzo 2012 quando i rendimenti scesero da livelli ben sopra il 7% (su tutte le scadenze) fin sotto il 2% sui Btp 2, al 2,5% sui 3 anni, al 3,5% sui 5 anni e al 5% sui 10 anni.

In quell’occasione, lo spread vs Bund sui 2 e 10 anni scese rispettivamente fino all’1,75% e al 2,8% circa (oggi 3,10% e 4,67%). Anche se i livelli di fine marzo, specie sul breve, possono essere considerati oggi ottimistici, riteniamo esistano le condizioni per rivedere aprirsi una tendenza in tal senso.

E’ proseguita la discesa dell’Euribor (3 mesi 0,375%), mentre i corrispondenti tassi Future e i tassi IRS sono rimasti sostanzialmente invariati. Entrambi sono destinati a risalire un po’, se proseguirà l’atteso miglioramento del rischio Italia (cui corrisponde normalmente un rialzo dei rendimenti dei titoli tedeschi e appunto dei tassi IRS).

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