I tedeschi stanno godendo di tassi privilegiati sui governativi e le aziende di un vantaggio competitivo in termini di oneri finanziari (spread più bassi applicati dalle banche alle operazioni di finanziamento). In effetti oggi sono solo loro ad avvantaggiarsi di tassi bassissimi. Per le imprese italiane i benefici derivanti da minimi storici sui tassi Euribor ed Irs è completamente annullato dagli astronomici spread applicati dal sistema bancario. Nel non lontano 2003, quando i tedeschi erano in recessione con il resto d’Europa che cresceva intorno al 2%, furono loro a “chiedere una mano” al resto d’Europa (deroga ai patti di stabilità). Negli anni successivi alcuni Paesi ebbero una crescita economica “drogata” ma nessuno disse nulla perché faceva comodo a tutti (tedeschi in particolare).
Ora è il momento di operare con coraggio, così come fece Kohl quando decise l’unificazione tedesca pur se sconsigliato dai grandi guru: una piccola accelerazione in avanti potrebbe dare enormi vantaggi all’Europa nel suo insieme e quindi anche ai tedeschi nel medio termine.
Questa accelerazione riteniamo sia individuabile e percorribile fornendo la licenza bancaria al fondo salva stati. Dispiace e rammarica aver ieri udito le dichiarazioni del ministero delle finanze tedesco che ha ribadito che non c'è alcun bisogno di fornire una licenza bancaria al nuovo fondo di salvataggio della zona euro, una mossa che consentirebbe all'Esm di acquistare quantità di debito virtualmente illimitate emesse dagli stati della zona euro.
Torniamo al quotidiano: la giornata inizia discretamente con le borse positive e i titoli governativi italiani in recupero dai livelli di chiusura di ieri sera, chiusura che era stata negativa per via delle citate dichiarazioni tedesche.
Euro in recupero riconquista 1,23.
Attesi i Pmi manifatturieri relativi al mese di luglio zona euro
Contrastanti le indicazioni sulle prospettive di crescita cinese con il Pmi manifatturiero cinese di luglio calcolato da fonti diverse.
Nell'attesa della riunione della Bce di domani, oggi il mercato attende l'esito del Fomc. Il 16 dicembre del 2008 la Fed ha portato i suoi tassi di riferimento a zero-0,25% e a tale livello li manterra per tutto il 2013 e metà 2014.