Le parole di Draghi al termine della riunione Bce con cui sono stati portati al minimo storico i tassi di riferimento (0,75% il P/T; 0% il depo e 1,5% il tasso rifinanziamento), non sono state gradite dai mercati. In sostanza secondo la Bce restano alti i timori sulla crescita globale ma ciò che ha innervosito di più è il commento sul ruolo non bancario del fondo salva stati Esm che sembrerebbe in contrasto con quanto deciso al vertice Ue della scorsa settimana.
Che la crescita globale sia in frenata si evince dalle previsioni cinesi che vedono allontanarsi l’obiettivo del 10% di crescita per l’anno in corso.
Ieri ha tagliato i tassi la Cina.
L'Inghilterra ha incrementato il suo piano di quantitative easing.
Questa mattina le borse aprono ancora deboli con i periferici che restano sotto pressione: Btp 10 al 5,96% e Btp 2 al 3,9%. Beneficia il Bund 10 (1,38%).
L’euro patisce il taglio dei tassi e le parole di Draghi che riaccendono i timori che la volontà emersa al vertice sia di facciata ma che poi concretamente si risolva in poco o nulla.
DATI MACROECONOMICI
USA
Occupati non agricoli giugno
Tasso disoccupazione giugno