La tregua regge, ma il quadro resta fragile. La pausa dei blitz americani dopo 13 notti di intensi bombardamenti ha fatto crollare il Brent dell'8,7% ieri intorno agli 88 dollari al barile - minimo dal 17 luglio - dopo aver brevemente superato i 100 dollari la settimana scorsa per la prima volta da maggio. Le quotazioni restano particolarmente volatili, mentre gli analisti avvertono che la delicata tregua non garantisce una reale ripresa dei flussi.
Il deciso ribasso dei prezzi del greggio ha spinto i rendimenti verso il basso ieri, con gli investitori che hanno lievemente ridotto le loro attese sull'inasprimento Bce.
Gli investitori seguiranno con attenzione la due-giorni del Fomc che inizia oggi, alla ricerca di indicazioni su come il neo presidente Warsh valuti i rischi sui prezzi legati al caro-energia. La domanda cruciale è se Warsh manterrà la banca centrale concentrata sull'obiettivo di contenere l'inflazione - il che potrebbe richiedere rialzi dei tassi - oppure cederà alle ripetute richieste di Trump, l'ultima ieri, di tagliare il costo del denaro. Un numero crescente di esponenti della banca centrale ha recentemente sostenuto che potrebbe essere necessario un irrigidimento, preparando il terreno a un acceso dibattito. I mercati continuano per ora a scommettere su una pausa, attribuendo una probabilità del 35% circa a un rialzo dei tassi domani, comunque in forte aumento rispetto a circa al 12% di due settimane fa.
CAFFE’ ESPRESSO
28 luglio 2026 - La tregua regge, giù il petrolio.
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