CAFFE’ ESPRESSO

8 luglio 2026 - Petrolio in rialzo, obbligazionario sotto pressione.

Le notizie di attacchi contro imbarcazioni nei pressi dello Stretto di Hormuz hanno riacceso le preoccupazioni di possibili interruzioni del traffico delle petroliere ad Hormuz, con la fragile tregua a repentaglio dopo che gli Usa hanno colpito diversi obiettivi iraniani e Teheran ha lanciato in risposta missili e droni su siti militari statunitensi in Bahrain e Kuwait.
Il riaccendersi delle tensioni spinge nuovamente verso l'alto le quotazioni, già salite ieri del 3% dopo che gli Stati Uniti hanno revocato la licenza generale che autorizza la vendita di petrolio iraniano. Il futures sul Brent viaggia in rialzo a 76,4 dollari il barile e quello sul Nymex a 72,6 dollari. Il rincaro del greggio riporta ovviamente i bond sotto pressione. I rendimenti euro erano già saliti nella seduta di ieri, con gli investitori che valutano le prospettive di lungo termine per il debito, concentrandosi sul rischio politico in Francia e sulla politica fiscale in Germania.
L'attenzione sarà rivolta, in serata, ai verbali dell'ultimo Fomc di giugno - il primo presieduto da Kevin Warsh - mentre gli operatori cercano di valutare l'orientamento e il tono dei responsabili della banca centrale. I mercati scontano almeno un rialzo dei tassi da parte della Fed entro la fine del 2026 per contrastare l'inflazione.

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