CAFFE’ ESPRESSO

3 luglio 2026 - Mercati Usa chiusi, riflettori sui Pmi eurozona.

È la giornata dei Pmi servizi e compositi finali di giugno per i principali paesi dell'eurozona. Il quadro che emerge dal consensus è di un'attività del settore terziario ancora in contrazione in buona parte del blocco. Letture inferiori alle attese potrebbero rafforzare le aspettative di una pausa prolungata da parte della Bce, allentando la pressione sui rendimenti periferici.
Si prevedono volumi sottili con i mercati Usa chiusi per la festività dell'Indipendenza.
I tassi dei titoli di stato euro sono saliti ieri, ma non allontanandosi molto dai minimi segnati in settimana, proprio sulla scorta delle attese secondo cui Francoforte non inasprirà aggressivamente la propria politica da qui a fine anno.
In recenti dichiarazioni, Lagarde - che riprenderà la parola in mattinata - ha affermato che i rischi per l'inflazione e la crescita economica nell'area euro sono ora più equilibrati, soprattutto alla luce del recente calo dei prezzi del petrolio. Questo ha spinto i trader a ridurre le probabilità attribuite a un ulteriore rialzo dei tassi entro dicembre a circa l'87%, rispetto a valori prossimi al 100% registrati una settimana fa. Un repricing delle aspettative di politica monetaria ha riguardato anche la Fed, dopo la diffusione ieri di dati sui nuovi occupati di giugno ben al di sotto delle attese. I trader sono passati a scontare ad appena il 20% la possibilità di un +25 pb al Fomc di questo mese, mentre scommettono al 55% - dal 75% prima della pubblicazione delle statistiche - su una mossa a settembre.
Le quotazioni salgono leggermente stamani, alla vigilia di un lungo fine settimana festivo negli Stati Uniti, sostenute da un cauto ottimismo sui tentativi di raggiungere un accordo di pace in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran. Il futures sul Brent viaggia in rialzo a 72,26 dollari il barile.
Il ridimensionarsi delle attese di inasprimento Fed aiuta lo yen a recuperare un po' di terreno sul dollaro, ma la valuta resta non lontano dai minimi quarantennali toccati in settimana, mentre le autorità giapponesi ribadiscono di essere pronte ad intervenire sul mercato se necessario.

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