CAFFE’ ESPRESSO

21 maggio 2026 - Cina pilastro dell'ordine internazionale.

Trump ha dichiarato che i negoziati con Tehran sono nelle fasi finali, avvertendo però della possibilità di ulteriori attacchi nel caso le autorità iraniane non accettino un'intesa. Sono emersi anche segnali preliminari di allentamento delle pressioni nel Golfo, dopo che due petroliere cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. In questo quadro, le quotazioni del Brent sono scese di oltre il 6% ieri, intorno ai 105 dollari al barile. Anche se un accordo per mettere fine alle ostilità venisse raggiunto a breve, si prevede che le forniture di petrolio e gas resteranno interrotte per mesi, probabilmente alimentando l’inflazione e frenando la crescita.
I futures sui Fed funds scontano circa il 50% di probabilità che la Federal Reserve alzi i tassi entro fine anno — un netto cambio di rotta rispetto a fine febbraio, quando si aspettavano due tagli nel corso dell’anno. Secondo le minute del Fomc di fine aprile, pubblicate ieri sera, le preoccupazioni dei policymaker per un’inflazione alimentata dalla guerra si sono intensificate, con un numero crescente di banchieri aperti alla possibilità di un inasprimento monetario, segno che il presidente Kevin Warsh si dovrà confrontare con un board sempre più orientato ad una linea restrittiva. Sul fronte Bce, i mercati scontano almeno due aumenti da 25 punti base entro dicembre. L'ipotesi di un primo aumento a giugno è ormai quasi certa, ma la banca centrale manterrà probabilmente un atteggiamento cauto su eventuali ulteriori mosse nel tentativo di moderare le scommesse su un nuovo intervento restrittivo a luglio. Indicazioni utili sullo stato di salute dell'economia dell'area euro arriveranno in giornata con la stima flash di maggio degli indici Pmi per Germania, Francia ed intero blocco. In tutti e tre i casi è atteso un ulteriore calo per la manifattura, vista comunque restare in fase espansiva. Per i servizi, il consensus fotografa invece una situazione sostanzialmente stabile ma in territorio di contrazione.
Xi ha concluso così una settimana particolarmente proficua sul fronte diplomatico. Con Trump impegnato a cercare una via d’uscita dalla guerra con l’Iran e le forze di Putin in gran parte impantanate in Ucraina, i colloqui hanno offerto al leader cinese l’opportunità di presentare Pechino come un pilastro della stabilità globale e un attore diplomatico indispensabile.
In una mossa che farà probabilmente infuriare la Cina, il presidente Usa ha dichiarato ieri che parlerà con il suo omologo taiwanese Lai Ching-te. Si tratterebbe dei primi colloqui diretti da quando Washington ha trasferito il riconoscimento diplomatico da Taipei a Pechino nel 1979.
Le esportazioni giapponesi sono cresciute per l’ottavo mese consecutivo ad aprile, superando le aspettative di mercato, sostenute da una domanda globale resiliente nonostante le importanti interruzioni delle forniture causate dalla guerra in Medio Oriente. Il dato segue numeri diffusi ieri secondo cui l’economia giapponese è cresciuta a un ritmo annualizzato del 2,1% nel primo trimestre, più rapido del previsto. Le esportazioni totali in valore sono aumentate del 14,8% su base annua contro attese a +9,3%. Le importazioni sono cresciute del 9,7%, superando anch’esse le aspettative di mercato per un incremento dell’8,3%. In statistiche separate, l’attività manifatturiera ha rallentato leggermente a maggio (54,5 da 55,1 di aprile), mentre la crescita del settore dei servizi si è mostrata stagnante (50,0 da 51,0) per la prima volta in oltre un anno.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.