CAFFE’ ESPRESSO

23 febbraio 2026 - Trump generatore di incertezza.

Dopo la decisione della Corte suprema, la questione dazi tiene ovviamente ancora banco sui mercati, con la parola d'ordine che torna a essere "incertezza". Nel fine settimana Donald Trump ha corretto il tiro spiegando che le tariffe 'ponte' in sostituzione di quelle invalidate dai giudici Usa saliranno dal 10 al 15%, ma per i partner commerciali degli Stati Uniti resta da capire in che modo quanto stabilito dall'alta Corte e la successiva risposta della Casa Bianca cambieranno le carte in tavola delle intese già sottoscritte, mentre per molte imprese si apre il capitolo di un possibile rimborso di quanto già versato. La pronuncia dei giudici ha spinto verso l'alto l'azionario e i rendimenti dei Treasury venerdì ma lascia aperte numerose incognite, come sottolineato sabato anche dal cancelliere tedesco. Futures azionari, T-bond e dollaro sono in calo stamani sui mercati asiatici. L'oro è sui massimi da 3 settimane. Le ulteriori tariffe fino al 15% annunciate dalla Casa Bianca si basano su una legge mai usata, nota come Section 122, che richiede l’approvazione del Congresso per estenderle oltre 150 giorni. Esperti di commercio e funzionari parlamentari dubitano che i senatori daranno l'ok all'estensione alla luce di sondaggi secondo cui un numero crescente di americani attribuisce ai dazi l’aumento dei prezzi. La Commissione europea chiede intanto che Washington si attenga ai termini dell'accordo commerciale raggiunto lo scorso anno, mentre la Cina avverte l'amministrazione repubblicana di revocare le misure tariffarie unilaterali, aggiungendo che uno scontro sarebbe "dannoso". In agenda, intanto, oggi anche l'aggiornamento di febbraio dell'indice Ifo che monitora il morale delle imprese tedesche. Mentre il mercato dei gilt resta particolarmente volatile, gli investitori seguiranno da vicino nei prossimi giorni gli sviluppi politici britannici. Il primo ministro Keir Starmer affronta giovedì un'elezione suppletiva a Manchester che potrebbe infliggere un duro colpo alla sua già traballante leadership.

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