Volatilità sui mercati, dopo che il presidente Usa ha minacciato dazi nei confronti di otto Paesi europei finché gli Stati Uniti non potranno acquistare la Groenlandia. Le tariffe aggiuntive del 10% riguarderebbero Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Gran Bretagna, e salirebbero al 25% dall'1 giugno se nel frattempo non si sarà raggiunto un accordo. I leader Ue discuteranno della minaccia in un vertice di emergenza giovedì. Una delle opzioni sul tavolo è un pacchetto di dazi da 93 miliardi di euro sulle importazioni statunitensi, che scatterebbe dal 6 febbraio. C'è poi lo 'Strumento Anti-Coercizione', mai impiegato, che potrebbe limitare l'accesso a gare pubbliche, avere un impatto su investimenti e attività bancaria e limitare il commercio dei servizi - inclusi quelli digitali - in cui gli Usa hanno un surplus con il blocco. I tentativi di trovare una soluzione saranno centrali anche al World Economic Forum di Davos, al via oggi, dove un intervento di Trump è previsto mercoledì.
Riferimenti per l'avvio il 3,42% per il tasso del benchmark decennale ed i 58 centesimi per lo spread sul Bund. Intanto nelle contrattazioni asiatiche i futures tedeschi hanno toccato i massimi delle ultime sette settimane sulla scia delle minacce di Trump.
Sul fronte macro, l'appuntamento più interessante in settimana è quello con i Pmi flash di gennaio sulla manifattura.
Chiuse oggi le piazze Usa per il Martin Luther King Jr. Day.
La battaglia di Trump con la Federal Reserve approderà alla Corte Suprema mercoledì, in un caso che potrebbe avere implicazioni per la capacità della banca centrale di operare in modo indipendente. I giudici esamineranno un ricorso presentato dalla consigliera Lisa Cook in risposta al tentativo della Casa bianca di rimuoverla dal board.
Tutto questo accade mentre Jerome Powell è stato citato in giudizio dal Dipartimento di Giustizia in relazione a testimonianze precedenti riguardanti lavori di ristrutturazione negli uffici dell'istituto centrale. La minaccia giudiziaria potrebbe influenzare le decisioni di Powell: il suo mandato come presidente scade a maggio, ma può restare per altri due anni nel Board of Governors, dove potrebbe dire la sua sulla politica monetaria e su eventuali cambiamenti nell'assetto della banca centrale fino alla fine della presidenza Trump.
L'economia cinese lo scorso anno è cresciuta del 5%, in linea con il target del governo, grazie a un boom dell'export e nonostante la debolezza della domanda interna.
Prende il via una settimana cruciale per il Paese: la premier Sanae Takaichi è pronta a sciogliere il Parlamento per indire elezioni anticipate all'inizio del mese prossimo, mentre la banca centrale si riunisce per definire la politica monetaria. Il Partito Liberal Democratico della premier sta valutando la possibilità di inserire nel programma elettorale l'abolizione dell'imposta sulle vendite di generi alimentari per due anni. Il rendimento dei bond benchmark oggi si è avvicinato ai massimi degli ultimi 27 anni, sui timori che le prossime elezioni portino a un taglio delle tasse che indebolirebbe ulteriormente le finanze giapponesi. Alcuni esponenti della Banca del Giappone ritengono che vi sia margine per aumentare i tassi di interesse prima di quanto previsto dai mercati, con aprile come data possibile, poiché il calo dello yen rischia di aggravare la pressione inflazionistica.
Il dollaro perde terreno a favore delle tradizionali valute rifugio dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia.