Le statistiche sull'occupazione in calendario nel primo pomeriggio offriranno finalmente agli investitori un'idea più chiara sul mercato del lavoro statunitense dopo mesi offuscati da ritardi e raccolta incompleta di dati a causa dello shutdown del governo federale. Nel frattempo, stando a numeri diffusi ieri, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono lievemente aumentate la scorsa settimana, indicando che i licenziamenti sono rimasti relativamente bassi a fine 2025, anche se la domanda di lavoro resta fiacca. Segnali di debolezza sono giunti mercoledì anche dagli aggiornamenti Adp e Jolts, con le offerte di lavoro scese ai minimi da 14 mesi e assunzioni ancora scarse. Le prossime mosse della banca centrale Usa dovranno cercare di bilanciare tale quadro di debolezza con un'inflazione ancora elevata. I mercati prevedono almeno due tagli dei tassi entro fine anno, anche se il mese scorso si sono segnalate divisioni interne al Fomc che rendono più probabile una sola mossa espansiva nel 2026. I futures sui Fed fund prezzano solo una piccola probabilità di un taglio a fine gennaio e vedono una chance di 43% per il Fomc di marzo.
Mercato obbligazionario che più che sull'acuirsi delle tensioni geopolitiche sembra concentrarsi sull'abbondanza di nuova carta, tipica di questo periodo dell'anno.
Una prossima decisione della Corte Suprema Usa sull'uso di Trump dei poteri sui dazi di emergenza potrebbe scuotere i mercati finanziari, soprattutto se i giudici annulleranno i dazi. Il caso, che potrebbe essere discusso già oggi, stabilirà se Trump possa invocare l'International Emergency Economic Powers Act per imporre le tariffe senza l'approvazione del Congresso.