Trichet ha ribadito che la politica monetaria attuale rimane "molto accomodante" con tassi che rimangono bassi, mentre esistono rischi di un'evoluzione al rialzo della dinamica dei prezzi, anche a causa del livello di liquidità, pur non essendoci per ora segnali di pressioni inflazionistiche di vasta scala o dei cosiddetti effetti di 'second round'. Sotto il profilo della crescita i dati recenti confermano un'impostazione di base positiva dell'attività economica nella zona euro. Tra i fattori potenziali favorevoli alla crescita Trichet menziona il forte livello di fiducia delle imprese e la crescita dell'export europeo, a sua volta sostenuto dalla ripresa dell'economia globale e dalla domanda interna del settore privato. D'altra parte, tra gli elementi di rischio, il riferimento va ancora alle tensioni sui mercati finanziari, agli elevati costi delle materie prime, al protezionismo e agli squilibri globali, così come alla necessità delle aziende di risanare i bilanci e alle conseguenze del terremoto giapponese.
Da tutto ciò non è quindi emerso nulla di diverso rispetto alle attese; la vera sorpresa, almeno secondo una parte degli operatori, è stata l’omissione al riferimento alla “forte vigilanza” sui prezzi che nel gergo della Bce viene in genere interpretato come segnale dell'intenzione di procedere ad un rialzo del costo del denaro in occasione del meeting successivo: cosa che dunque confermerebbe l'orizzonte temporale di una nuova stretta monetaria nella zona euro, ma non prima di luglio così come indicano i tassi Future sull’Euribor 3 mesi che rappresentano le attese di mercato su tale parametro.
I tassi Future Euribor sono abbondantemente scesi (circa 15 centesimi) dopo la conferenza stampa di Trichet anche per via del deludente dato sui sussidi di disoccupazione Usa che per la quarta settimana di seguito sono risultati peggiori delle attese. Ciò tuttavia non modifica in modo sostanziale le attese sui nuovi rialzi Bce che sono previsti a luglio (P/T all’1,5%) - ottobre (P/T 1,75%) e ad inizio 2012 (P/T al 2%).
Tra la riunione di aprile e quella di oggi i tassi Euribor hanno iniziato a salire: l’Euribor 3 mesi che era all’1,28% è oggi all’1,42% e probabilmente la sua marcia al rialzo continuerà verso obiettivi dell’1,5% per giugno e del 2% per fine anno.
I tassi a breve dunque sono saliti nell’ultimo mese un più del previsto, mentre al contrario i tassi a medio lungo termine hanno visto un netto calo. Il Bund tedesco a dieci anni era poco sotto il 3,5% mentre oggi risulta al 3,23%. I tassi Irs, riferimento per tutte le operazioni di finanziamento a tasso fisso sono abbondantemente scesi di 10-15 centesimi sulle scadenze 2-3 anni e di circa 20 centesimi su quelle a 5-10 anni. La causa di questo ribasso è duplice: da una parte una crescita meno pimpante del previsto e dall’altra una situazione sui conti pubblici di alcuni Paesi europei sempre più preoccupante.