Le rassicurazioni sul percorso di sgonfiamento dell’inflazione arrivate ieri sera da Powell hanno riportato su Wall Street, ieri il Nasdaq ha chiuso in rialzo dell’1,9%. I dati sul credito al consumo negli Stati Uniti, di parecchio sotto le stime, mostrano che il carovita sta frenando la spinta consumistica, un elemento di moderazione che si aggiunge agli effetti della stretta monetaria.
Nel suo atteso intervento di ieri sera, il numero uno della Federal Reserve Powell ha detto che la robustezza dei recenti dati sul lavoro Usa spiega perché servirà "un bel po' di tempo" nella lotta contro l'inflazione, riconoscendo che i tassi di interesse potrebbero dover salire più del previsto se la solidità dell'economia dovesse minacciare la lotta della banca centrale contro il caro-vita. In un intervento interpretato dal mercato come meno 'hawkish' del previsto, Powell però non ha detto in modo esplicito che dopo i dati sugli occupati della scorsa settimana la Fed sarà costretta a alzare i tassi, portandoli oltre il 5%-5,25% attualmente previsto. Dopo l'intervento, i tassi sui Treasuries a 10 anni sono prima scesi al minimo di seduta per poi portarsi al massimo da inizio gennaio. Powell non è stato l'unico esponente Fed a esprimere sorpresa per la robustezza dei dati Usa: anche Kashkari si è unito al coro, aggiungendo che la banca centrale potrebbe dover alzare i tassi almeno al 5,4%. In Europa, il presidente della Bundesbank e consigliere Bce Nagel ha auspicato "ulteriori e significativi" rialzi dei tassi, pur sottolineando che è giusto procedere "per gradi".
La Bce ha deciso che dal 1° maggio ridurrà il tasso massimo che paga sui depositi detenuti dai governi, per incentivarli a reimpiegare la liquidità nel sistema finanziario. Francoforte aveva stabilito a settembre di pagare interessi sui depositi eliminando temporaneamente un tetto dello 0%, attenuando i timori che i Paesi della zona euro spostassero la liquidità in titoli di Stato con la conseguenza di aggravare la carenza di collaterale. Senza la decisione presa ieri - che ha fatto balzare i rendimenti dei bond tedeschi e italiani a 2 anni - la Bce avrebbe smesso di remunerare i depositi a fine aprile.