CAFFE’ ESPRESSO

5 settembre 2022 - Mercati: inizio di settimana decisamente debole.

La decisione di Gazprom di non rimettere in marcia il gasdotto Nord Stream 1, dopo la fermata tecnica di una settimana, penalizza stamattina le borse dell’Europa e l’euro. Oggi Wall Street è chiusa per festività. L’annuncio della mancata ripartenza è giunto sabato, poche ore dopo la notizia dell’imposizione di un tetto al prezzo del petrolio russo da parte dei paesi aderenti al G7.

 

Il prezzo del gas al nodo olandese schizza a 262 euro Megawatt/h, +22%. L’eurousd è in ribasso a 0,989, valore che non si vedeva da un ventennio. Il dollaro si apprezza sulla maggior parte delle valute del mondo, l’indice del dollaro è in rialzo dello 0,5% a 110,08, massimo dal 2002.

 

Il petrolio è in rialzo del 2% a 89 dollari, Brent a 95 dollari. Gli operatori sono scettici sull’efficacia del price cap sul greggio russo.

 

Riparte da 3,84% il tasso del Btp decennale e da 228 centesimi lo scarto di rendimento tra Italia e Germania. Dopo aver superato giovedì la soglia di 4%, il tasso del benchmark dicembre 2032 è scivolato nella seduta di venerdì fino a un minimo intraday d 3,79%. Innescata dai dati Usa peggiori delle attese sugli occupati mensili di agosto, che allontanano lo spettro di una mossa Fed particolarmente aggressiva, la corsa del mercato ha coinvolto gli indici di borsa, consentendo a Piazza Affari di recuperare poco meno di 3%.

 

In vista del consiglio sui tassi di giovedì possibilità di una stretta monetaria da 75 punti base in vantaggio marginale su quella di un rialzo da mezzo punto.

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