In un mercato che ragiona sulle prossime mosse delle banche centrali per combattere l'impennata dei prezzi, il dato sull'inflazione in arrivo nel primo pomeriggio da oltreoceano promette di essere un driver importante. Le attese sono per un ulteriore rialzo all'8,5% tendenziale a marzo sulla scia dell'impatto della guerra in Ucraina sui prezzi dell'energia, dopo il +7,9% - massimo da 40 anni - del mese prima.
La lettura finale dell'inflazione tedesca di marzo conferma il preliminare a +7,3% su anno per l'indice nazionale e +7,6% a livello armonizzato, sostanzialmente in linea con la stima flash relativa alla zona euro (+7,5%). Sarà monitorato attentamente l'indice Zew che misura la fiducia degli investitori tedeschi, atteso in marcata flessione ad aprile a -48 dal precedente -39,3, con gli effetti del conflitto in Ucraina che si fanno sempre più tangibili. L'indice dei prezzi all'ingrosso a marzo registra rialzi del 6,9% su mese e del 22,6% su anno da 1,7% e 16,6% rispettivamente di febbraio.
Nella giornata in cui prende il via la tornata d'aste di metà mese, l'obbligazionario italiano riparte da 2,46% - ai massimi da marzo 2020 - per il tasso del Btp benchmark giugno 2032 e 164 punti base per lo spread sul Bund a 10 anni.
Il premier Mario Draghi in Algeria ha firmato un'intesa nel settore dell'energia, e ha detto che verranno sottoscritti altri accordi per sostituire l'import di gas russo.
Emmanuel Macron è risultato in vantaggio sulla rivale di estrema destra Marie Le Pen al primo turno delle presidenziali, un risultato che ha fatto salire l'euro e ridotto lo spread Oat-Bund. Per vincere al ballottaggio, in programma il 24 aprile, il presidente francese dovrà conquistare il sostegno dell'elettorato di sinistra.
La Cina sta incoraggiando investitori di lungo termine e azionisti di società quotate ad acquistare azioni per stabilizzare il mercato, scosso da un peggioramento della situazione Covid.