CAFFE’ ESPRESSO

6 ottobre 2021 - Rischio di shutdown negli Usa.

I democratici del presidente Joe Biden hanno pianificato nella giornata di oggi un voto al Senato per sospendere il tetto al debito degli Stati Uniti, mentre prosegue l'aspro confronto con l'ostruzionismo dei repubblicani nonostante il rischio di default. In assenza di una soluzione chiara, un fallimento senza precedenti farebbe precipitare il sistema finanziario globale, aumenterebbe i costi dei prestiti ed eliminerebbe milioni di posti di lavoro, dicono gli analisti. La responsabile del Tesoro Janet Yellen ha detto che il governo esaurirà le sue capacità di prestito intorno al 18 ottobre in mancanza di un provvedimento. La Camera dei Rappresentanti ha votato la scorsa settimana per sospendere il tetto del debito fino alla fine del 2022, ma i dem hanno bisogno di almeno 10 voti repubblicani per superare un ostacolo procedurale al Senato, che è equamente diviso tra i due partiti.

 

Appuntamento nel primo pomeriggio con il dato Usa che ne viene considerato l'anticipatore più attendibile. I numeri Adp sul settore privato statunitense dovrebbero, nelle attese, mettere a segno in settembre un incremento a 428.000 da 374.000 di agosto.

Venendo all'Europa, secondo dati diffusi questa mattina, gli ordini all'industria tedeschi hanno segnato ad agosto un calo congiunturale del 7,7%, ben oltre le attese che lo vedevano a -2,1%, dopo il rialzo del 3,4% visto nel mese precedente.

 

 

Dopo che l'Eurogruppo di lunedì ha convenuto sul fatto che l'accelerazione dell'inflazione nel blocco, alimentata dai prezzi dell'energia, è per lo più temporanea e la crescita dei prezzi tornerà a rallentare l'anno prossimo, il tema del rincaro energetico sarà al centro delle riunioni dei leader Ue e sarà discusso, oggi, anche dai ministri dell'Ambiente europei.

 

 

La banca centrale europea continua a gettare acqua sul fuoco dell’inflazione. Ieri sera Lagarde invitava a non reagire in modo eccessivo ai problemi legati alle forniture o al rialzo dei prezzi dell'energia. Secondo il governatore della Banca centrale di Francia nel medio periodo c'è ancora il rischio che si attesti al di sotto del target Bce del 2%.

 

Un sell-off sulla parte lunga della curva spinge i tassi ai massimi da giugno, tra investitori sempre più spaventati dalle pressioni sul lato prezzi.

 

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