L’inflazione Usa mese su mese di agosto è aumentata del +0,3%, le stime vedevano +0,4%, il dato precedente era del +0,5%. Il dato core, esclusi gli alimentari e l’energia, si è attestato a +0,1%, meglio delle stime e meglio del dato precedente a +0,3%. Su base annua, l’incremento è stato del +5,3%, in linea alle attese e meglio del dato precedente pari a +5,4%. Esclusi alimentari e energia, l’incremento è stato del +4%, meglio delle attese a +4,2%, e del dato precedente a +4,3%. I dati sull’inflazione potrebbero influenzare la futura politica della Fed in relazione al tapering. Poco mossi i tassi usa ed Eurozona: il Bund sale di un paio di centesimi a -0,31% con l’Irs 10 a +0,05%; poco mosso il Bond Usa 10 anni a 1,35%. Dopo le aste a medio lungo lo spread scende sotto i 100 bps minimi da aprile. Il dato inferiore alle attese sull’inflazione Usa penalizza leggermente il dollaro.
In agosto la produzione industriale in Cina ha messo a segno un incremento di 5,3% - il ritmo più lento da luglio 2020 - rispetto allo stesso periodo di un anno fa, al di sotto delle attese per +5,8% e del +6,4% di luglio. Netto rallentamento anche per la crescita delle vendite al dettaglio: +2,5% su anno, ovvero il ritmo più lento da agosto 2020. Il consensus degli analisti proiettava un incremento di 7,0% dopo il +8,5% di luglio.