La settimana inizia con i mercati azionari positivi, tassi stabili, petrolio in calo per le preoccupazioni di lookdown, oro sui minimi di periodo.
Giornata senza dati macro; atteso in giornata un intervento della Lagarde.
Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha detto che il recente rafforzamento del'euro è preoccupante, soprattutto per i suoi effetti negativi sull'inflazione che potrebbero portare la Bce a reagire. Visco è tornato a ribadire che il Mes sanitario non ha condizionalità e "lo stigma" sullo strumento "è legato a un cattivo utilizzo dei fondi e a una cattiva comunicazione".
Il dollaro scende dai massimi di due settimane contro yen in area 105,44. L'euro galleggia non lontano dal minimo da due mesi sul biglietto verde, intorno a 1,1628 dollari.
Oltreoceano, il presidente Powell ha ribadito la necessità di ulteriori aiuti governativi alle famiglie statunitensi, segnalando il crescente rischio di un'ondata di sfratti e insolvenze sui mutui "in un futuro non troppo lontano". Non sono intanto tranquillizzanti gli ultimi dati sull'occupazione Usa, un indicatore che è nei radar della banca centrale: le nuove richieste settimanali di sussidi sono salite a 870.000, oltre le attese. Sul fronte delle politiche fiscali, i dem lavorano alla Camera ad un pacchetto di stimolo da 2.200 miliardi di dollari che potrebbe essere votato la prossima settimana, mentre i casi di Covid negli Stati Uniti hanno superato i 7 milioni (più del 20% del totale mondiale).
La testata specializzata Politico scrive che i Democratici intendono presentare alla Camera degli Stati Uniti un nuovo disegno di legge contenente misure di stimolo ed aiuto all’economia da 2.400 miliardi di dollari, 400 miliardi in più di quello respinto dai Repubblicani e dalla Casa Bianca.
Pare che il provvedimento sul quale si è messa al lavoro Nancy Pelosi non sia tanto diverso da quello arenatosi al Congresso all’inizio di agosto, ci sono anche dei dubbi sulla possibilità che ci sia il tempo materiale per arrivare ad un’intesa bipartisan prima dell’avvio della campagna elettorale, ma qualcosa si è mosso.
Anche la mera ripartenza del dialogo potrebbe fornire alla Federal Reserve la pezza giustificativa che attende dalla politica, quel via libera dal Congresso all’utilizzo dei programmi varati e pochissimo utilizzati negli ultimi tre mesi. L’accorto avvocato Jerome Powell l’ha detto chiaramente nel corso delle recenti audizioni alla Commissione Finanze del Senato: gli aiuti monetari devono essere accompagnati ed affiancati dagli aiuti fiscali.