CAFFE’ ESPRESSO

22 gennaio 2020 - Nervosismo sui Btp in vista delle elezioni ...

L'incide Zew calcolato per il mese di gennaio ha sbaragliato le stime del consenso collocandosi a quota 26,7 punti, sui massimi dal 2015. Gli economisti si aspettavano 15 punti, in crescita dai 10,7 di dicembre. L'indice Zew, ha una cadenza mensile e sintetizza l’opinione di 350 esperti sul futuro dell’economia tedesca nei sei mesi successivi al momento in cui vengono raccolti i dati. Se l’indice ottiene un punteggio superiore a zero vuol dire che gli intervistati sono complessivamente ottimisti sul futuro dell’economia tedesca; se l’indice è inferiore a zero vuol dire che sono invece pessimisti. Lo Zew si aggiunge ad altri indici che segnalano una fine 2019/inizio 2020 migliore del previsto seppur in un contesto che appare ancora debole ma almeno sembra allontanarsi lo spettro della recessione, spettro che era affiorato a metà 2019. Nonostante questa notizia positiva i tassi non sono saliti, anzi sono scesi di un paio di centesimi il Bund e l’Irs; evidentemente pesa di più l’aumento dell’avversione al rischio(borse in calo) dovuta al virus cinese. Il trade off tra borse e tassi potrebbe ripetersi nel corso dell’anno ponendo un freno al rialzo dei tassi che sarebbe coerente con un miglioramento del ciclo economico rispetto alle attese.

 

Seduta negativa per il secondario italiano -- che ieri ha sofferto per i moniti Usa contro Roma sulla digital tax -- pur con un recupero sul finale. Lo spread Btp-Bund si è fermato in chiusura a 166 punti base e il tasso del decennale a 1,36%. Il mercato resta nervoso in vista della scadenza elettorale delle Regionali in Emilia Romagna e Calabria. La scorsa seduta invece ha visto ben supportata la carta tedesca sui timori per il virus polmonare cinese.

 

Dopo gli scontri sulla digital tax, ieri da Davos Trump è tornato sul tema dei dazi auto europei affermando di aver avuto "ottimi" colloqui con l'Ue e aggiungendo che se però non sarà raggiunto un accordo Washington prenderà in seria considerazione l'imposizione di dazi sulle importazioni di auto.

 

A condizionare sensibilmente i mercati ha contribuito l'aggravarsi della situazione creata dal virus polmonare diffusosi in Cina e trasmissibile tra uomini. Le autorità sanitarie cinesi hanno parlato di nove vittime e 440 casi confermati e di misure prese per ridurre il più possibile la diffusione del virus. L'Oms ha indetto per stamani una riunione in cui considererà l'ipotesi di dichiarare uno stato di emergenza sanitaria globale come accaduto per il virus della Sars che nel 2002/2003 provocò la morte in Cina oltre 800 persone.

 

Trump, tra l'altro, ha bacchettato di nuovo la Fed accusandola di aver alzato i tassi troppo velocemente e di averli tagliati troppo lentamente. Da Davos, il vice direttore del Fmi, Milesi Ferretti, è tornato sull'Italia a due giorni dalla diffusione dell'aggiornamento del Weo, sollecitando dalle pagine del 'Corriere' Roma a investire nell'istruzione.

 

Yuan in calo sui timori degli investitori che la diffusione del virus polmonare dalla Cina possa minare l'economia di Pechino.

 

DATI MACROECONOMICI

 

USA

Indice attività nazionale dicembre (14,30).

Indice prezzi case mensili novembre (15,00).

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