Il focus degli investitori non si scosta dalle tematiche che stanno tenendo banco in queste giornate, ovvero le relazioni tra Usa e Cina e la Brexit. Poco importa del segnale che arriva dall’indice manifatturiero Usa della regione di Richmond (in realtà sono compresi anche Virginia, Maryland, Carolina, Columbia e West Virgilia) salito decisamente oltre le attese. Qualche spunto più significativo potrebbe arrivare dagli indici Pmi europei ed Usa e dalla riunione Bce di giovedì. In tale contesto le borse si muovono intorno alla parità, leggera flessione sui rendimenti Bund e Irs (10 anni rispettivamente -0,37% e 0,04% mentre nel pomeriggio denaro sui Btp il cui rendimento a 10 anni scende a 0,90% nonostante la richiesta di chiarimenti arrivata da Bruxelles per quanto riguarda il mancato rispetto del target sul debito.
I leader Ue dovrebbero rinviare la data della Brexit dopo che il primo ministro britannico Johnson ha sospeso la legislazione a seguito della sconfitta parlamentare subita ieri, ha detto il presidente del Consiglio europeo Tusk, mentre Londra si avvia verso nuove elezioni per sbloccare l'impasse. Dopo aver approvato il primo passaggio del Withdrawal Agreement Bill, i principi dell'accordo di Brexit, ieri la Camera dei Comuni ha detto no alla seconda proposta del governo: un iter accelerato di tre giorni per l'approvazione completa del pacchetto, cruciale rispetto all'obiettivo di finalizzare il divorzio come previsto al 31 ottobre.
Alla vigilia del meeting Bce, il differenziale di rendimento Italia-Germania prende il via da 130 punti base dopo aver archiviato una seduta positiva ispirata dall'ottimismo per un'uscita ordinata di Londra dal blocco europeo.
Rendimenti in calo ieri per i Treasuries Usa in linea con il movimento al ribasso della sterlina, con gli investitori che tornano sugli asset rifugio dopo l'ennesima impasse su Brexit. Il rendimento del decennale è sceso a 1,771%, quello del 30 anni si è portato a 2,257%, mentre sulla parte corta della curva quello a 2 anni si è abbassato in modo meno pronunciato terminando a 1,606%. A contribuire alla discesa dei tassi anche i dati resi noti ieri sulle vendite di case esistenti che si sono attestati sotto le attese degli analisti.
La sterlina scende dai massimi di cinque mesi registrati lunedì contro dollaro, dopo le ultime notizie su Brexit. L'euro è piatto appena sotto i massimi di due mesi visti lunedì a 1,1180 dollaro. Saldo lo yen, in una lenta risalita dal minimo di due mesi e mezzo segnato a quota 108,94 dollari. Il biglietto verde è debole in vista del board della Fed in agenda la prossima settimana quando la banca centrale Usa potrebbe annunciare un nuovo ribasso dei tassi.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Stima fiducia consumatori ottobre