CAFFE’ ESPRESSO

18 ottobre 2019 - fattori politici e geopolitici sotto osservazione ...

La Commissione europea sta valutando se l'aumento del deficit strutturale previsto dal budget italiano 2020 possa essere giustificato in base alle regole Ue, ma non intende "creare una crisi" su questo con Roma.

La Banca centrale europea deve fare attenzione ad abbassare i tassi ulteriormente visto il rischio crescente di effetti collaterali indesiderati, ha detto ieri a Washington il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, osservando che i tassi negativi colpiscono le banche e possono in questo senso essere anche controproducenti.

Il pacchetto di stimolo varato dalla Bce a metà settembre non aiuterà in modo significativo l'inflazione a risalire verso il target previsto (2%)

L'accordo sulla Brexit, che sarà stamani all'esame del Consiglio europeo, è stato raggiunto ma permane la contrarietà del partito nord-irlandese Dup. La notizia è rimbalzata ieri sui mercati spingendo al rialzo le borse europee e i rendimenti della carta tedesca, con lo spread Btp-Bund sotto i 130 punti base. La sterlina ha toccato nuovi massimi. Ora la sfida per il premier britannico Boris Johnson è avere il via del Parlamento in una seduta straordinaria che si terrà sabato, dando corso alla Brexit, come previsto, il 31 ottobre. A Johnson servono i voti di 320 deputati e, dato che il suo esecutivo non ha la maggioranza, dovrà poter contare su parlamentari indipendenti e di altri partiti. Il leader laburista Jeremy Corbyn, i liberaldemocratici, i Verdi e gli indipendentisti scozzesi hanno già confermato il loro no, in un voto che si annuncia sul filo di lana.

Turchia e Stati Uniti hanno raggiunto ieri un accordo per un cessate il fuoco in Siria di cinque giorni in cui gli Usa favoriranno l'evacuazione dei combattenti curdi dalla zona di sicurezza concordata con Ankara.

Pechino, ha detto ieri il ministero del Commercio cinese, spera di raggiungere al più presto un primo accordo con gli Stati Uniti e di fare passi avanti per cancellare i dazi reciproci, mentre continua la fitta comunicazione tra i due Paesi. Intanto il Fondo monetario internazionale ha accolto positivamente i segni di de-escalation tra le due parti, avvertendo però che è urgente rivedere le regole commerciali per spingere la ripresa globale.

La notizia di un accordo su Brexit tra Gran Bretagna e Unione europea ha spinto ieri lo spread a toccare il nuovo minimo da maggio 2018 poco sotto quota 128, per poi risalire in chiusura in area 130.

La crescita cinese ha rallentato più delle attese nel terzo trimestre, al ritmo più basso da quasi trenta anni, fiaccata dalla crisi sul commercio con gli Usa. Il Pil ha registrato un +6,0% su anno rispetto al +6,2% del trimestre precedente, rafforzando le attese di nuovi stimoli per l'economia da parte di Pechino. Positivo, invece, il dato sulla produzione industriale che in settembre ha fatto registrare un +5,8% (contro il 5% previsto), risalendo dal minimo di 17 anni registrato ad agosto. La ripresa è stata sostenuta in particolare degli ordini domestici anche se la domanda resta in generale su livelli storici di debolezza.

L'inflazione nipponica è scesa ai minimi da due anni e mezzo a settembre, depressa in particolare dal calo dei prezzi dell'energia, aumentando le possibilità di un intervento della banca centrale per ulteriori stimoli monetari. Il dato, allo 0,3% su anno dallo 0,5% di agosto, sarà tra quelli sotto la lente di BoJ nel suo meeting del 30-31 ottobre quando rivedrà le previsioni su prezzi e crescita.

Yen in rialzo su acquisti rifugio e dollaro in leggera discesa in area 108,5. Euro saldo a 1,11 dollari.

DATI MACROECONOMICI

USA

Leading indicator settembre.

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