Poco mossi i tassi e i rendimenti sia Usa sia Ue. La carta italiana mantiene i recentissimi guadagni. Venerdì sera è arrivata la conferma del rating italiano da parte di Dbrs a 'BBB (high)' con outlook stabile. L'agenzia canadese ha sottolineato che il giudizio riflette il graduale miglioramento dei fondamentali economici e finanziari, tra cui il sistema bancario. Dbrs, inoltre, ha detto di considerare improbabile che le deviazioni dagli attuali target fiscali legati alla nuova agenda politica possano indebolire in modo significativo la sostenibilità del debito pubblico. Si sta assistendo a un'estate più calma di quanto ci si sarebbe potuto attendere qualche tempo fa. Inoltre l'attesa cancellazione delle aste di agosto potrebbe portare qualche ricopertura ulteriore. Possibile spazio di rialzo per i prezzi dei brevi, al momento 'cheap'. I prestiti delle banche italiane alle famiglie e alle imprese sono cresciuti in giugno del 2,6% annuo, in trend positivo da oltre due anni, mentre continua il calo dei crediti in sofferenza, che in maggio, al netto delle rettifiche, sono al 2,84% degli impieghi sui minimi da luglio/agosto 2012. Lo dice l’ultimo rapporto dell'Abi, l’associazione delle banche italiane. Dai dati aggiornati a maggio 2018 è confermata anche la crescita del mercato dei mutui, in incremento annuo del 2,3%. Le sofferenze nette a maggio si sono attestate a 49,3 miliardi, minimo da marzo 2102, dai 50,9 di aprile e sono in calo del 43% negli ultimi 17 mesi. Restano sui minimi storici anche i tassi praticati alla clientela. Quello medio sui prestiti a giugno si è attestato al 2,6%, quello per le nuove operazioni di acquisto di abitazioni all’1,80% e quello per i nuovi finanziamenti alle imprese, all’1,37%. I depositi (conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a fine giugno, di circa 88 miliardi rispetto a un anno prima (+6,3% su base annuale), mentre è sempre in calo la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, per quasi 57,3 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi (-18,3%). Il saldo di queste due componenti determina a maggio una variazione annua di +1,8%. Negli Usa l'indice manifatturiero Empire State a cura della Fed di New York è sceso a luglio risultando superiore alla mediana delle attese degli economisti. Le vendite al dettaglio statunitensi hanno messo a segno un rialzo dello 0,5%, in linea con il consensus, ma al di sotto dell'1,3% di maggio.
Il Fondo monetario internazionale ha confermato le stime di crescita dell'economia globale nel biennio 2018-2019, su cui nel breve termine pesano le tensioni sul commercio globale, mentre in Europa è aumentata l'incertezza politica. Quanto all'Italia, il Fmi ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil quest'anno e il prossimo, prevedendo un impatto negativo sulla domanda interna dell'allargamento dello spread per i timori sulle future misure economiche del governo. La proiezione di crescita del Pil nel 2018 è scesa a 1,2% da 1,5% indicato in aprile; per l'anno prossimo, l'organismo di Washington vede una crescita di 1,0% contro 1,1% indicato in aprile.
In agenda il dato finale sui prezzi al consumo relativi a giugno.
In attesa della prima audizione al Congresso di Powell, il dollaro ha ceduto i precedenti guadagni contro le principali controparti. Il mercato aspetta dal presidente della Fed qualche indicazione sul ritmo di strette monetarie a venire.
DATI MACROECONOMICI
USA
Produzione industriale giugno