La giornata di aste a medio lungo del Tesoro italiano porta ad un leggero rialzo dei rendimenti Btp (10 anni a 2,71%); il rientro dell’avversione al rischio con le borse in territorio positivo fa increspare i tassi Irs e i rendimenti Bund che sui 10 anni sono rispettivamente a 0,90% e 0,31%. Contribuisce in tal senso anche la produzione industriale europea salita al 2,4% contro attese di 2,1% tendenziale. La Commissione europea ha fornito le sue nuove stime: pil 2018 a +2,1% (da +2,3% stime primavera), 2019 a +2,0% (come in stime primavera); inflazione armonizzata 2018 a 1,7% (da 1,5% stime primavera), 2019 a 1,7% (da 1,6%). Per quanto riguarda l’Italia la crescita del Pil italiano rallenterà nel 2018 a 1,3% per poi scendere a 1,1% il prossimo anno: un abbassamento rispetto alla cifre di maggio che indicavano +1,5% per l'anno in corso e +1,2% per il 2019. Una crescita dell'1,5% è quanto l'Italia ha raggiunto nel 2017 e, secondo le stime di aprile del governo Gentiloni, dovrebbe conseguire anche quest'anno. In tema di crescita l'Italia risulta il fanalino di coda tra i 19 Paesi della zona euro per entrambi gli anni. Le previsioni per il tasso di inflazione sempre per l’Italia salgono a 1,4% (da 1,2%) per il 2018 e 1,6% (da 1,4%) per il 2019.
Atteso in serata il pronunciamento di Dbrs sul rating sovrano italiano, attualmente BBB (high) con trend stabile dopo il taglio di un 'notch' da A (low) avvento a gennaio 2017. A metà maggio l'agenzia aveva definito "deludenti" gli ultimi sviluppi politici nel paese, aggiungendo che avrebbe tenuto conto di tutti gli sviluppi sul fronte della gestione dei conti pubblici. Una decina di giorni dopo, all'apice della crisi politica italiana, Carlo Capuano, analista del debito sovrano italiano, ha spiegato che la situazione del debito italiano è "ancora gestibile" e che i fondamentali di bilancio ed economici sono migliorati negli ultimi anni.
Contenuto l'impatto sul mercato dei resoconti del meeting Bce dello scorso giugno: da essi è emerso che per Francoforte i tassi di interesse nell'eurozona resteranno a livelli minimi finché sarà necessario per risollevare l'inflazione mentre la guidance dell'istituto dovrebbe avere un orizzonte "aperto".
Nella riunione odierna a Bruxelles, che segue quella di ieri dell'Eurogruppo, i ministri delle Finanze dell'Unione si prepareranno a definire una posizione comune prima di incontrare le controparti al G20 della prossima settimana, dove criticheranno le misure commerciali "unilaterali" decise dagli Stati Uniti e appoggeranno una risposta decisa. Secondo una bozza del documento inoltre, i ministri Ue chiederanno un'azione globale sulla trasparenza fiscale e contro il riciclaggio.
Oltre al pronunciamento sull'Italia di Dbrs, oggi si esprimeranno Moody's sul rating sovrano della Germania e Fitch su quello di Spagna e Turchia.
L'economia Usa si trova in una buona posizione e lo stimolo fiscale deciso dall'amministrazione Trump, fatto di tagli alle tasse e aumento della spesa, andrà a dare sostegno "significativo" al Pil americano probabilmente per almeno i prossimi tre anni. Lo ha detto ieri sera il governatore della Fed Powell, in un'intervista radiofonica, nella quale tuttavia non ha toccato direttamente il tema della politica dei tassi.
Accelera inaspettatamente l'export cinese in giugno e nello stesso mese il surplus commerciale nei confronti degli Usa sale a un nuovo massimo: un segnale positivo per l'economia cinese, ma anche potenzialmente un ulteriore argomento per Trump per inasprire la guerra commerciale contro Pechino. La bilancia commerciale cinese registra un surplus complessivo in allargamento a 41,6 miliardi di dollari, mentre quello verso gli Usa sale al record di 28,97 miliardi.
DATI MACROECONOMICI
USA
Università Michigan pubblica stima fiducia consumatori luglio