Sia Moody's sia Fitch hanno lasciato invariata la propria posizione sul rating sovrano dell'Italia, rispettivamente a 'Baa2' con outlook negativo e 'BBB' con outlook stabile. A sole due settimane dalle elezioni del 4 marzo, resta infatti ancora complicato prevedere quale nuovo governo salirà alla guida del paese, quando, e nel concreto con quali politiche. In una nota, Fitch ha ripetuto che l'esito del voto rende difficile la formazione del nuovo esecutivo, prevedendo trattative politiche lunghe e complicate, e un allentamento della disciplina fiscale nel 2019. Conferme sono giunte anche dagli altri principali pronunciamenti in agenda venerdì sera su rating europei, inclusa quella di S&P sul Portogallo a 'BBB-' con outlook stabile.
I Btp ripartono stamane da 141 punti base di spread su Bund e da 1,99% di rendimento decennale dopo la chiusura praticamente invariata di venerdì scorso. In un'intervista a Reuters Andrew Balls, responsabile per gli investimenti Pimco, definisce l'Italia a causa dell'elevato debito pubblico un elemento di "sfida" nel momento in cui la Bce si avvia a chiudere il programma di stimolo degli acquisti Qe.
Prezzi petroliferi in calo, in un mercato che teme il ritorno a una situazione di eccesso d'offerta, alimentata dal continuo aumento dell'attività estrattiva negli Usa.
Il dollaro appare complessivamente stabile in attesa del meeting Fed di questa settimana (che termina mercoledì), il primo da governatore per Jerome Powell.
In lieve calo i governativi Usa, che estendono il movimento di venerdì scorso favorito dai buoni dati sulla produzione industriale di febbraio.
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Giappone, Banca centrale pubblica verbali riunione politica monetaria 8/9 marzo