CAFFE’ ESPRESSO

15 marzo 2018 - Torna sotto pressione il settore bancario

Torna sotto osservazione il settore bancario considerato ancora in una situazione rischiosa per il peso dei npl (non performing loans). La Commissione Europea ha proposto la sua ricetta per facilitare il deconsolidamento dello stock esistente di crediti deteriorati che, seppur in calo, ammontano ancora a 910 miliardi di euro, secondo i dati in mano a Bruxelles.

Le nuove misure hanno l’obiettivo intermedio di fare in modo che le banche facciano più accantonamenti a fronte dei nuovi crediti che diventeranno deteriorati e per facilitare lo smaltimento dei non performing loans esistenti con l'obiettivo finale di ridurre i rischi del settore.

Secondo la proposta della Commissione, le banche avranno due anni per raggiungere la copertura totale delle perdite potenziali dei nuovi crediti non garantiti con una copertura minima del 35% entro il primo anno. Per i crediti garantiti, invece, le banche dovranno arrivare a una copertura integrale in otto anni con un minimo del 5% nel primo anno, del 27,4% entro il quarto e del 75% entro il settimo. Le linee guida della Bce prevedono finora la svalutazione al 100% in 7 anni per i crediti assistiti da garanzia e in 2 anni per quelli non garantiti, con una progressione lineare. Il progetto della CE richiede l'approvazione da parte dei singoli stati membri e prevede anche che le banche dei ventotto paesi Ue siano in grado di fare accordi con i debitori “corporate” su un meccanismo accelerato extra giudiziale per recuperare le garanzie nel caso in cui il credito diventi deteriorato in modo da evitare le lungaggini dei procedimenti giudiziali. La Commissione propone poi di sviluppare ulteriormente i mercati secondari per i crediti deteriorati creando un mercato unico nell'Unione europea nel tentativo di aumentare il numero di compratori e portare i prezzi dei “npl” a livelli più vicini alle valutazioni delle banche. In questa direzione anche le linee guida per creare “bad bank” o società di asset management che comprino i crediti. Viene chiarito che gli aiuti di Stato per queste società sono consentiti ma a precise condizioni e come "soluzioni eccezionali". I governi potranno fornire garanzie "conformi ai mercati" per cartolarizzare i crediti deteriorati.

L’altro tema che sta interessando il settore bancario è quello relativo alla possibilità che le banche siano chiamate a disporre accantonamenti per far fronte a potenziali rischi sui titoli di Stato nazionali detenuti; un tema che vede l’Italia coinvolta in primo piano. Oltre all’importo consistente di accantonamenti che potrebbero essere richiesti – si stima almeno 5 mld per le nostre principali banche – c’è il rischio che la fine del quantitative easing porti ad un’accelerazione al rialzo dei tassi con conseguenti perdite in conto capitale sui titoli detenuti a meno che non siano state effettuate coperture dal rischio rialzo dei tassi. Le attenzioni e la pressione sul settore bancario insieme alla difficoltà a formare un governo non hanno comunque avuto ripercussioni sui Btp che hanno superato senza problemi il difficile appuntamento con le aste a medio termine di inizio settimana.

Lo yen, che tende a sovraperformare nelle fasi di avversione al rischio, è in rialzo sulle principali controparti, sui timori legati alle spinte protezioniste dell'amministrazione Trump e sui possibili impatti negativi sul commercio internazionale. La valuta giapponese ha toccato il massimo da una settimana sul dollaro, sceso fino a 105,82 yen.
Chiusura positiva per i Treasuries Usa, che hanno beneficiato della ricerca di protezione dal rischio da parte degli investitori alla luce dell'escalation della crisi tra Mosca e Gran Bretagna.
DATI MACROECONOMICI

USA
Indice manifatturiero Fed New York marzo
Indice Fed Filadelfia marzo
Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione
ASTE TITOLI DI STATO
EUROPA
Francia, Oat 25/5/2021 e 25/3/2023 cedola zero, 25/5/2025 0,50%; Oati 25/7/2023 e 1/3/2028 e Oatei 25/7/2040.
Gran Bretagna, Gilt 2028 1,625%.

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