Pesante l'apertura delle borse questa mattina: le tensioni tra Arabia saudita ed Iran e soprattutto la frenata dell'attività manifatturiera in Cina sono la causa principale. In ribasso i rendimenti dei titoli “core” con quelli perifericici che seguono sostanzialmente di pari passo. Gli spread quindi si allargano ma solo leggermente. Questo nel giorno in cui la Bce riprende gli acquisti sui titoli come da programma QE.
Il prezzo del greggio è in salita: pesano più le tensioni geopolitiche rispetto alla frenata del manifatturiero cinese.
Il rialzo del greggio sostiene la moneta unica che si avvantaggia verso tutte le valute mentre rimane al palo contro Yen. Il settore manifatturiero giapponese, al contrario dell'analogo indicatore cinese mostra invece un'espansione, in linea col mese precedente. Sempre dal Giappone, il governatore della banca centrale ha messo in evidenza la disponibilità ad intraprendere azioni più consistenti per irrobustire l'inflazione, in una mossa destinata a rinfocolare le attese per ulteriori stimoli monetari. Governo e Boj lavoreranno insieme per eliminare il rischio di un ritorno alla deflazione. Lo Yen tuttavia non perde terreno nonostante i guadagni degli ultimi giorni: evidentemente la divisa nipponica trae beneficio dall'essere la divisa più utilizzata per il carry trade.
In arrivo oggi il Pmi manifatturiero italiano relativo a dicembre, con attese per 55, pressoché in linea alla lettura del mese precedente per 54,9. In arrivo gli indici del comparto manifattura anche da Germania, Francia, Grecia, Spagna, zona euro. Dalla Germania in agenda anche la stima dei prezzi al consumo di dicembre.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Pmi manifatturiero dicembre
GERMANIA
Pmi manifatturiero finale dicembre
Stima prezzi al consumo dicembre
GRAN BRETAGNA
Pmi manifatturiero dicembre
ZONA EURO
Pmi manifatturiero finale dicembre
USA
Pmi manifatturiero finale dicembre
Ism manifatturiero dicembre