I tassi BCE e la politica monetaria
La Banca Centrale euopea (Bce) governa il livello dei tassi di interesse di mercato (overnight ed Euribor) attraverso le sue decisioni di politica monetaria. Tra queste assume particolare rilievo quella relativa al tasso a cui la Bce finanza il sistema bancario attraverso operazioni di pronti contro termine a diverse durate entro i fidi accordati e opportunamente garantiti. Tale tasso è normalmente indicato come tasso del Pronti contro termine Bce (P/T Bce). Quando una banca desidera finanziarsi oltre l’accordato deve sopportare un tasso maggiore, detto di rifinanziamento marginale. Le eccedenze non sistemate sull’interbancario vengono depositate presso la Bce; le banche dovranno accontentarsi di un tasso inferiore (di deposito). Nelle nostre tabelle riportiamo la serie storica delle manovre Bce sulle tre tipologie di tassi che formano il cosiddetto “corridoio dei tassi ufficiali” Bce. Normalmente il corridoio è simmetrico rispetto al P/T con una differenza di +1% e -1% rispetto al P/T stesso. Segnaliamo in rosso i periodi in cui il corridoio dei tassi è stato asimmetrico, in verde quelli in cui è stato inferiore al consueto (+/- 1%). Quasi sempre la Bce agisce con la medesima intensità sulle tre tipologie di tassi; solo in alcuni casi, quando riscontra anomalie, la nostra banca centrale agisce diversamente. Ciò è avvenuto per esempio, negli ultimi anni di crisi interbancaria, periodo in cui si è registrato un anomalo ricorso ai depositi, sintomo di tensioni tra le banche. Attualmente viene monitorato attentamente anche il ricorso delle banche ai costosi rifinanziamenti marginali che segnalano le difficoltà di alcune banche a far fronte alle proprie esigenze di liquidità. A tal proposito si è notato che al costoso tasso Bce di rifinanziamento marginale hanno fatto ricorso ultimamente le banche irlandesi.
E’ importante per prendere qualsiasi decisione operativa sapere come si è mossa e come presumibilmente potrebbero muoversi i tassi Bce. Le decisioni sui tassi Bce infatti sono in grado di condizionare tutta la scaletta dei tassi interbancari a breve.
La Bce ha a disposizione altri strumenti non convenzionali per condizionare il livello dei tassi e della liquidità. Normalmente opera tramite pronti contro termine a una settimana a tasso variabile e per importo definito; durante la crisi interbancaria e ancor oggi (aprile 2011) ha condotto operazioni a più lunga scadenza (3-6-12 mesi) e soprattutto per importi illimitati.
I tassi decisi dalla Bce (P/T; depo; rifinanziamento marginale) non sono quindi che uno degli elementi per interpretare le attese sui tassi. A secondo delle fasi congiunturali è importante monitorare un aspetto piuttosto che un altro. Negli ultimi anni ha assunto particolare importanza il livello dei depositi presso la Bce e il tasso Ois (overnight index swap: vedi pagina dedicata). Essere in possesso di questi dati, saperli interpretare e soprattutto capire se in un certo periodo assumono rilievo o meno, può aiutare a decidere sui tempi e sui modi di operare.