EURIBOR: I tassi a breve termine

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EURIBOR è l’acronimo di Euro Interbank Offered Rate, definito come il tasso medio di offerta di un panel di istituti bancari primari dell’area euro su depositi domestici in euro.

Il fixing Euribor è calcolato secondo la convenzione act/360 con approssimazione a tre decimali sulle scadenze una, due, tre settimane e da un mese a dodici mesi. L’ora della quotazione del tasso Euribor, cosiddetto fixing Euribor, è fissata alle ore 11 in Europa centrale (le 10 di Londra).

Ogni banca facente parte del panel selezionato deve fornire entro le 10,45 a.m. (CET) il proprio contributo a Reuters la quale procede al calcolo ed alla pubblicazione del fixing Euribor.

L’Euribor è calcolato come media semplice delle rilevazioni di ogni istituto, esclusi i valori rientranti nel 15% più basso e nel 15% più alto.

L’Euribor su tutte le scadenze suddette (1-2-3 settimane e da 1 a 12 mesi) così ottenuto verrà convertito anche utilizzando come base 365 giorni (act/365) sempre con tre decimali di approssimazione. Ovviamente l’Euribor con base act/365 risulta leggermente maggiore dell’Euribor act/360. Per il fixing Euribor, la società Reuters deve procedere ad una serie di procedure di verifica sui dati forniti dalle banche e su quali banche abbiano o non abbiano provveduto a fornire il proprio contributo; in alcuni casi (ritardi o mancanza di dati da un singolo Paese) il fixing Euribor può essere ritardato di 15 minuti.

L’Euribor ha sostituito gli indici nazionali (per l’Italia il Ribor) dal 1° gennaio 1999.

Il panel di banche che contribuiscono al fixing Euribor è rappresentativo dei principali istituti di credito dei vari paesi dell’Unione europea. Esso è sottoposto ad un costante monitoraggio e può essere modificato in alcuni casi. Attualmente al fixing Euribor contribuiscono 44 banche; per l’Italia Intesa Sanpaolo - Monte dei Paschi di Siena – Unicredit.

L’Euribor è il parametro di riferimento per tutte le operazioni a tasso variabile; il più utilizzato è l’Euribor con base 360. Si pensi per esempio ai mutui e ai leasing o in generale a tutte le operazioni di finanziamento. Ma l’Euribor è anche utilizzato come base per l’indicizzazione delle obbligazioni corporate.

Ultimamente l’Italia ha provveduto ad emettere Cct indicizzati all’Euribor (Euribor 6 mesi) anziché, come nel passato ai Bot.

Sul nostro sito pubblichiamo i fixing Euribor da uno a dodici mesi con base act/360 e act/365.

Raccogliendo i dati quotidianamente otteniamo la serie storica dell’Euribor.

E’ possibile consultare la serie storica Euribor dal 1999 ad oggi sia per quanto riguarda l’Euribor base 360 sia per quanto riguarda l’Euribor che utilizza come base 365 giorni.

La serie storica dell’Euribor può essere consultata attraverso il nostro modellino: per comodità imputando una data viene visualizzato il fixing Euribor di quel giorno. E’ possibile inoltre richiedere una media Euribor mensile o una media Euribor annuale. Infine, per avere una visione d’insieme dell’andamento della serie storica Euribor è possibile visionare il grafico interattivo, dove si possono, tra l’altro confrontare gli andamenti delle serie storiche delle varie scadenze Euribor e quindi, per esempio si può avere un immediato riscontro di quelli che normalmente sono gli spread tra le diverse scadenze Euribor (mediamente quanto c’è di differenza tra l’Euribor 1 mese e l’Euribor 3 mesi…).

A livello pratico, spesso succede di dover ricercare non solo un dato Euribor puntuale relativo al fixing di un certo giorno, ma anche una media Euribor di un certo mese o di un anno. Questo a volte anche solo per controllare che i conteggi sulle rate di un finanziamento siano stati eseguiti prendendo come riferimento l’Euribor corretto o che la media Euribor sia stata ben calcolata.

Il livello dell’Euribor è direttamente influenzato dalle decisioni di politica monetaria della Bce ed in particolare dal livello del pronti contro termine.

Normalmente la differenza tra la scadenza Euribor 3 mesi e il P/T Bce è di circa 20 – 30 centesimi: le banche cioè sulla scadenza tre mesi si prestano il denaro a 20 – 30 centesimi in più rispetto al costo della provvista presso la banca centrale.

Tuttavia dallo scoppio della crisi dei mutui subprime (luglio 2007) questa “regola” è venuta meno. Le banche hanno iniziato a fidarsi poco le une delle altre: chi aveva denaro lo prestava malvolentieri e chiedeva un’alta remunerazione. In molti casi le banche preferivano depositare per una notte (overnight) presso la Bce – con netta penalizzazione in termini di redditività – piuttosto che imprestare denaro ad una traballante controparte bancaria. L’Euribor 3 mesi quindi nel corso del 2008 risultò anche di un punto e venti centesimi superiore al livello del P/T Bce.

La media Euribor 3 mesi relativa al mese di ottobre 2008 risultava pari al 5,10% contro un P/T Bce medio del 3,86% (la Bce abbassò ad ottobre dal 4,25% al 3,75%; vedi serie storiche “tassi ufficiali Bce”).

Da questi picchi di spread tra il P/T Bce e l’Euribor si passò, da luglio 2009, ad una differenza negativa: l’Euribor 3 mesi cioè si portò sotto il livello del P/T Bce.

Cosa era successo? La politica monetaria, o meglio, la politica di gestione della liquidità della nostra banca centrale era cambiata: per far fronte alle ingenti necessità di liquidità la Bce cominciò a condurre operazioni di pronti contro termine ad importo illimitato e per scadenze anche fino a 12 mesi (tipicamente le operazioni Bce sono ad importo limitato, ad una settimana, massimo ad un mese in modo da poter controllare nel brevissimo l’ammontare della liquidità). Le banche approfittarono di questa opportunità anche oltre lo stretto necessario per il timore di trovarsi a corto di liquidi. Nonostante le “casse piene”l’ingente liquidità non circolava tra le banche le quali si vedevano costrette a depositare presso la Bce che ovviamente offriva un basso tasso (circa 0,75% in meno rispetto al P/T: tasso sui depositi 0,25% e P/T all’1% in quel periodo): questo contribuiva a comprimere i tassi overnight verso il basso e questi a loro volta comprimevano l’Euribor. Nei primi cinque mesi del 2010 l’Euribor 3 mesi si muoveva intorno allo 0,65% (media Euribor 3 mesi marzo e aprile 0,65%) con un P/T Bce all’1%: la differenza quindi tra Euribor 3 mesi e P/T era negativa di circa 35 centesimi.

Questa anomalia è scomparsa da poco: l’Euribor 3 mesi è infatti tornato a muoversi attorno al P/T da ottobre 2010. Oggi (fine aprile 2011), dopo il recente aumento del P/T dall’1% all’1,25%, l’Euribor 3 mesi si è portato sopra il tasso Bce anche per via di una possibile ulteriore stretta da parte della nostra banca centrale.

Osservando la serie storica Euribor, i massimi sono stati raggiunti a settembre 2008; in quel mese l’Euribor 1 – 3 –6 –12 mesi raggiunsero rispettivamente i picchi di 5,05% - 5,277% - 5,377% - 5,495%. Da tali livelli si è assistito ad una repentina discesa con l’aggravarsi della crisi interbancaria. Scorrendo la serie storica Euribor, i minimi sono stati raggiunti a marzo 2010 con l’Euribor 1 –3- 6- 12 mesi che posizionavano rispettivamente su livelli di 0,4% - 0,635% - 0,947% - 1,214%.

A livello di medie Euribor, la situazione ovviamente non è tanto diversa. Anche osservando le medie storiche su tutte le scadenze Euribor, i massimi e i minimi si riscontrano nei medesimi periodi temporali.

Sempre più raramente viene utilizzato il Libor Euro invece dell’Euribor come parametro di indicizzazione di mutui, leasing e finanziamenti in genere.

Il Libor Euro (Libor è l’acronimo di London InterBank Offered Rate) è anch’esso il tasso di riferimento per le transazioni sul mercato interbancario, cioè sul mercato dove le banche si scambiano fondi a breve. Si differenzia dall’Euribor per le diverse modalità di rilevazione: in primo luogo il panel delle banche è decisamente più ristretto (16 contro 44) e quindi meno rappresentativo in particolare della realtà europea; in secondo luogo il calcolo del fixing è curato dalla British Bankers' Association e reso disponibile ogni giorno intorno alle 11.45 ora di Londra.

Il calcolo viene eseguito come media degli otto valori centrali forniti dalle sedici grandi banche internazionali. E’ un parametro che viene utilizzato per operazioni in altre valute (Usd, Yen, Sterlina, Dollaro canadese, australiano, neozelandese, corona danese..), sempre meno per operazioni in Euro. Quindi il più giovane Euribor ha soppiantato quasi completamente il Libor.

Questo ha inoltre vissuto una fase decisamente burrascosa quando nel 2008 la British Bankers' Association si è dovuta difendere dall'accusa di aver pubblicato dati Libor non veritieri, perché le banche non volevano far vedere – in quei mesi in cui si aggravavano le tensioni sul mercato interbancario dopo il fallimento della Bears, le difficoltà della Aig e l’imminente fallimento della Leham Brothers – che i tassi erano più alti di quello che si pensava. In risposta a queste accuse la Bba ha annunciato una serie di misure per rafforzare la governance del processo di costruzione del Libor che non sono mai state particolarmente trasparenti.

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