Avvio in netto calo per le borse e in deciso rialzo per i governativi tedeschi che, in quanto asset rifugio, ricevono supporto dall'escalation della tensione tra Russia e Ucraina, dopo l'occupazione della Crimea da parte delle truppe di Mosca.
La banca centrale russa ha alzato il costo del denaro al 7 dal 5,5%, con effetto immediato, citando l'aumento dei rischi inflattivi e legati alla stabilità finanziaria (in ribasso di quasi il 10% la borsa).
Rendimenti Bund 10 all’1,58% con il gemello Usa al 2,62%: tutto sommato regge il Btp (3,5%) anche se in controtendenza rispetto ai titoli “core”.
Evento clou di giornata sarà probabilmente, nel pomeriggio, l'audizione di Draghi di fronte alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, da cui potrebbero arrivare spunti e indicazioni al mercato in vista del consiglio di politica monetaria giovedì. Nelle ultime settimane si erano fatte più forti le attese verso una nuova mossa espansiva di Francoforte a questo giro; attese che tuttavia si sono raffreddate venerdì con la pubblicazione dei numeri sull'inflazione della zona euro, confermata allo 0,8%, contro attese per un'ulteriore discesa allo 0,7%.
In arrivo i Pmi definitivi Ue del settore manifatturiero delle principali economie della zona euro di febbraio.
Segnali contrastanti dall'economia cinese: l'attività del settore dei servizi ha ripreso vigore mentre il manifatturiero continua a mostrare segni di debolezza.
L'escalation di tensione in Ucraina avvantaggia lo yen.