CAFFE’ ESPRESSO

20 novembre 2013 - Se si vuole interpretare malignamente la Fed sta in un certo senso manipolando il mercato: facile...

 

Ecco cosa ha detto ieri Bernanke: la politica monetaria della Fed è destinata a rimanere ultra-accomodante per tutto il tempo necessario e i tassi potrebbero quindi restare prossimi allo zero anche dopo un eventuale stop al programma di acquisto bond e la discesa del tasso di disoccupazione sotto la soglia del 6,5%.

La Fed vuole ribadire che sono ben diverse le scelte sui tassi Fed Funds e il quantitative easing. Quest’ultimo ha un impatto anche importante sul bilancio della banca centrale e conduce ad un aumento dei rischi di solidità patrimoniale: se i rendimenti Usa dovessero iniziare a salire le perdite per la Fed diventerebbero consistenti visti i pesanti acquisti derivanti dal QE. Ecco allora che la Fed, per evitare ciò, si affretta a dire che i tassi rimarranno bassi anche dopo l’inizio del tapering e anche dopo aver raggiunto i target di occupazione, crescita e inflazione. Se si vuole interpretare malignamente la Fed sta in un certo senso manipolando il mercato: facile riempirsi di Bond e poi dirigere i tassi a proprio piacimento per poter uscire nel migliore dei modi dall’intrigata situazione in cui si è ficcata: anche un neofita riuscirebbe ad ottenere profitti.

La Fed quindi sembra mettere le mani avanti e in un certo senso spera che i dati macro non siano troppo positivi per non metterla in imbarazzo: inoltre anche se i tassi a breve, i più condizionabili dalla Fed, restassero bassi, quelli a lungo inizierebbero comunque a salire in caso di crescita sostenuta (c’è comunque un limite all’inclinazione della curva). Malignamente per le proprie casse, la Fed spera che i dati siano buoni ma non troppo in modo da permetterle di alleggerire il proprio bilancio con gradualità senza subire perdite importanti.

Con le dichiarazioni di ieri inoltre la Fed sembra comunque tenersi aperta la porta ad un inizio di tapering a breve, magari molto graduale: così facendo eviterebbe di perdere la faccia visto che a giugno aveva affermato in modo perentorio che entro fine 2013 sarebbe iniziato il tapering.

Oggi dagli Usa l'inflazione di ottobre e sulle vendite al dettaglio.

Aumenta il passivo della bilancia commerciale giapponese: nonostante le esportazioni abbiano segnato l'incremento più consistente in tre anni, grazie alla debolezza dello yen e al miglioramento della domanda globale, le importazioni sono cresciute di più.

DATI MACROECONOMICI

USA

Prezzi al consumo ottobre

Vendite al dettaglio ottobre

 

BANCHE CENTRALI

USA

Fomc pubblica verbali riunione di ottobre

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