Le Banche centrali restano il principale market mover insieme ai dati macro: prova ne siano le dichiarazioni Fed della notte che hanno affermato che gli acquisti di asset da parte della banca centrale potrebbero ancora essere più consistenti e durare più a lungo di quanto indicato da Bernanake, qualora i dati su crescita e mercato del lavoro americano risultassero inferiori alle previsioni.
La reazione ha visto il Dollaro perdere qualche posizione, le borse salire e i rendimenti governativi scendere.
I dati macro Usa hanno visto una revisione al ribasso del Pil I° trim.; quelli giapponesi mostrano l'attività manifatturiera giapponese crescere al ritmo più sostenuto in oltre due anni (PMI manifatturiero). Stabile invece il tasso di disoccupazione in maggio al 4,1%. Tornano a salire le vendite al dettaglio in maggio, +0,8% su anno, dopo quattro mesi consecutivi in flessione. Sul fronte dei prezzi, indice Cpi 'core' piatto in maggio su base tendenziale, la prima indicazione non di deflazione in sette mesi. Resta però in discesa, -0,3% su anno, l'indice generale dei prezzi. La rilevazione dell'area di Tokyo, che guarda un mese avanti, fa invece segnare un incremento dello 0,2% annuo in giugno sul dato 'core' mentre resta piatto il dato complessivo. La produzione industriale del 2% mese su mese, decisamente superiore alle attese (+0,2%), il quarto dato positivo consecutivo.
Nonostante gli ottimi dati giapponesi lo Yen perde terreno.
Intesa raggiunta ieri in tarda serata al Consiglio europeo sul contrasto della disoccupazione giovanile e sul sostegno del credito alla piccola impresa.
Ad oggi le esigenze di funding dell'Italia per il 2013 risultano coperte per quasi il 61%: il 58% per i Bot e il 63% per i titoli a medio lungo (inclusi i Ctz). Questo dopo le aste di ieri. Sottolineiamo inoltre che il rapporto di liquidità è il migliore tra i paesi europei.