Decisamente aggressiva la mossa della BoJ che ha deciso una profonda revisione della sua politica: la base monetaria diventa target di riferimento, abbandonando l'overnight call rate. La BoJ si è impegnato a raddoppiare in due anni il portafoglio di Etf e bond governativi. Gli acquisti di questi ultimi avverranno su tutte le scadenze e comprenderanno anche i titoli quarantennali. La base monetaria verrà incrementata al ritmo annuo di 60-70 mila miliardi di yen. Tale orientamento ultraespansivo, varato al termine del consiglio di politica monetaria, verrà mantenuto finché non verrà raggiunto l'obiettivo di un'inflazione al 2%.
Immediata la reazione del Nikkei salito di oltre il 2%; altrettanto forte la reazione dello Yen che perde abbondantemente terreno contro Usd e anche contro il sempre debole Euro.
Dopo la BoJ oggi tocca alla BoE e alla Bce: non dovrebbero essere toccati i refi.
In attesa dell’esito della riunione Bce da cui si attende un nulla di fatto sul refi nonostante le criticità emerse rispetto all’ultima riunione (Cipro, Slovenia, rallentamento economico, stallo politico in Italia) potrebbero anche indurre a considerare un taglio dei tassi (probabilmente la Bce vorrà conservarsi questa cartuccia). Il cruccio della Bce è di far giungere la liquidità che ha provveduto ad immettere nel circuito interbancario, all’economia reale (cosa potrebbe ancora inventarsi per raggiungere questo scopo? Un altro Ltro?). Le differenze tra Paese e Paese sono percepibili oggi anche sul mercato interbancario a brevissimo termine dove prosegue il lieve disallineamento dei tassi a brevissimo sul Mid rispetto alle piattaforme internazionali, sintomo del fatto che le banche italiane medio-piccole sono quelle che pagano di più l'attuale incertezza politica.
Ancora una buona giornata per i Btp: 10 anni al 4,56% e 2 anni all’1,86%. Spread sotto il 3,3%.
Sul mercato primario aste spagnole a 3-5 anni