Inaspettato declassamento del debito italiano da parte dell’agenzia di rating americana Fitch, giunto venerdì sera a mercati quasi chiusi e con il week-end alle porte. Fitch Ratings ha ridotto il proprio giudizio sul merito di credito dell'emittente sovrano Italia di un notch, portandolo da “A-“ a “BBB+”, con outlook negativo e facendo riferimento al risultato inconcludente delle elezioni. Il fatto che la recessione in Italia sia una delle più gravi in Europa accresce i timori sul futuro degli sforzi di risanamento del nostro Paese; questo in estrema sintesi il giudizio dell’Agenzia.
L’orientamento di un possibile declassamento da parte di Fitch era stato ventilato all’indomani del risultato elettorale, ma si pensava che l’Agenzia potesse concedere un po’ più di tempo. Se proprio doveva decidere in tal senso e in tempi ristretti, l’Agenzia ha comunque gestito il timing in modo da limitare i danni sui mercati. Gli operatori avranno il fine settimana di tempo per metabolizzare una decisione purtroppo plausibile e riprendere l’operatività lunedì senza eccessiva agitazione, almeno così si spera.
D’altra parte, la decisione non è poi così sconvolgente, in quanto Fitch partiva da un rating superiore alle altre due agenzie principali (S&P e Moody’s) e ha quindi semplicemente adeguato il livello del suo giudizio a quello prevalente. Attualmente, sull'Italia si registrano le seguenti valutazioni:
- l'agenzia S&P ha un rating “BBB+” con outlook negativo, tre gradini sopra l'area, “non investment grade”;
- Moody's ha un rating “Baa2” con outlook negativo, due gradini sopra la soglia “junk” (titolo spazzatura).
La reazione dei mercati spinge al rialzo i rendimenti dei nostri Btp (10 anni al 4,66%) con lo spread che si allarga a 316 bps.
Il declassamento arriva alla vigilia di una settimana di aste (12-13).
Gli ottimi dati occupazionali di venerdì hanno permesso un ampio recupero del biglietto verde contro tutte le principali valute.