Siamo in una fase di ipersensibilità ai dati macroeconomici e poco importa se sono dati che riguardano il 2012; così in settimana abbiamo avuto movimenti sui mercati in concomitanza di produzione industriale europea (migliore delle attese) e Pil (peggiore). Sono soprattutto i dati europei a calamitare l’attenzione in quanto è l’area più a rischio. Inoltre è tipico di ogni inizio anno questa ipersensibilità ai dati in quanto si cerca di capire se le previsioni appena sfornate, normalmente a inizio anno, dai vari uffici studi sono in linea con i dati congiunturali.
Il vertice dei banchieri centrali e dei ministri delle Finanze delle venti principali economie mondiali, al via a Mosca, dovrebbe ribadire la linea emersa nei giorni scorsi a livello di G7, ovvero che i tassi di cambio delle valute devono essere determinati dal mercato e che le politiche fiscali e monetarie dei singoli paesi non devono perseguire svalutazioni competitive.
In novembre il debito pubblico italiano aveva raggiunto il picco storico di 2020,7 miliardi; oggi la Banca d’Italia fornirà il dato di dicembre atteso in calo.
Lo yen si rafforza ancora contro il dollaro in Asia, con gli investitori che guardano al G20 e ai dati sull'economia della zona di ieri che hanno mostrato ancora recessione.
DATI MACROECONOMICI
USA
Indice Empire State febbraio
Produzione industriale gennaio
Michigan stima fiducia consumatori febbraio