Il balletto sul “fiscal cliff” è in pieno svolgimento e a farne le spese è l’incertezza. Dopo giorni di ottimismo, il dibattito ha raggiunto ieri una fase di stallo. La Casa Bianca ha respinto la proposta dei repubblicani, nota come 'piano B', in quanto prevede aumenti delle tasse per i redditi da un milione di dollari in su.
Inizio di giornata negativo per borse e periferici con un Euro che scende dai massimi di periodo.
In Giappone la Banca centrale ha terminato la riunione di politica monetaria con la decisione di espandere lo stimolo monetario, in linea con la politica del primo ministro entrante. L'istituto centrale ha deciso infatti di ampliare la portata del suo programma di acquisto asset e di prestiti di 10.000 miliardi di yen a 100.000 miliardi. Il tasso refi, come atteso è stato mantenuto fra zero e 0,1% con voto unanime. La BoJ ha anche annunciato le intenzioni di rivedere i suoi obiettivi di politica monetaria dirigendosi verso l'adozione di un 'inflation target' (si parla del 2%).
Dopo la decisione della BoJ, lo Yen ha guadagnato visto che i mercati si aspettavano una maggiore aggressività da parte della Boj.
I titoli periferici hanno goduto della decisione della Bce di tornare ad ammettere gli istituti di credito greci al proprio tradizionale canale di finanziamento del sistema, consentendo di consegnare governativi ellenici come collaterale dei fondi Bce.
Ieri il differenziale fra i tassi dei decennali italiano e tedesco è sceso fino a 290 punti base, sotto il minimo recente di 298 punti base segnato il 4 dicembre, due giorni prima della decisione del Pdl di non appoggiare più Monti.
Sul fronte macroeconomico si attende il dato sulla fiducia dei consumatori della zona euro in dicembre.