Stanno ancora pesando sul mercato le fosche previsioni della Commissione europea sulla crescita e di conseguenza sul rientro di deficit e debito.
Anche Draghi ieri (Bce ha lasciato i tassi ufficiali invariati allo 0,75%) ha posto l’accento sulle deboli prospettive dell’economia del vecchio continente.
Sempre sul fronte del quadro macro la produzione industriale tedesca comunicata mercoledì e risultata decisamente inferiore alle attese corrobora l’ipotesi di deboli prospettive economiche. Oggi toccherà ad Italia e Francia esporre i dati sulla produzione industriale.
La Grecia continua a preoccupare mentre la Spagna, avendo ieri superato indenne il collocamento a medio lungo, potrebbe rimandare al prossimo anno o sine die la richiesta di aiuti. Si sa che i mercati apprezzerebbero la richiesta di intervento dell’Esm e della Bce che contribuirebbe ad allentare le tensioni sui governativi periferici Italia compresa.
Contrastanti invece i dati provenienti dal sud-est asiatico dove peggiora ulteriormente la fiducia dei consumatori mentre la produzione industriale cinese a settembre è risultata superiore alle attese.
In tale contesto le borse oggi aprono negative e i Btp patiscono con decennale al 5,05% e lo spread vs Bund che sale al 3,7%.