- Apertura dei mercati: prevale l'avversione al rischio con le borse in territorio negativo, i periferici sotto pressione e l'euro che lascia sul terreno buona parte dei guadagni delle ultime sedute (eurousd a 1,248).
- Prevale una lettura negativa delle dichiarazioni di ieri di Bernanke: nell'atteso intervento sullo stato di salute dell'economia Usa ha detto che Federal Reserve è pronta a intervenire per proteggere il sistema finanziario e l'economia statunitense in caso sul mercato aumentino le tensioni legate alla crisi europea ma non ha lasciato intendere se nel breve possa essere attuata una nuova misura espansiva. Riteniamo che la Fed in realtà più di così non potesse dire in tale sede mentre spetterà al Fomc (braccio operativo della Fed) pronunciarsi alla prossima riunione di politica monetaria del 19-20 giugno in cui ci sarà, tra l'altro, un aggiornamento delle proiezioni macroeconomiche.
- Viene quindi dimenticato il taglio dei tassi cinesi che ieri aveva portato ottimismo sui mercati.
- Siamo ad una fase cruciale per l'Ue e per l'euro: lascieranno i politici affogare tutto dopo vent'anni di fatiche? La consapevolezza dell'urgenza di intervenire per contrastare la crisi dei debiti sovrani e salvare l'euro aumenta ammorbidendo posizioni un pò troppo "fondamentaliste" come quella della Germania (conti a posto e lotta all'inflazione) che tuttavia è stata utile sotto alcuni aspetti.
- Fitch ha annunciato ieri sera di aver declassato la valutazione sul merito di credito della Spagna, con un taglio di tre 'notch' da 'A' a 'BBB' e mantenendo l'outlook negativo. A parere dell'agenzia, Madrid è particolarmente vulnerabile alla crisi della zona euro a causa dell'elevato indebitamento estero.
- Produzione industriale di aprile. Dopo l'incremento di 0,5% a marzo.
- Si è chiusa ieri sera la raccolta ordini per il secondo Btp Italia, il titolo giugno 2016 indicizzato all'inflazione che in quattro giorni ha raccolto una domanda per 1,738 miliardi contro i 7,3 miliardi della prima edizione di marzo. Ieri sera il Tesoro ha comunicato la cedola reale, invariata rispetto al 3,55% della cedola minima garantita
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Produzione industriale aprile