- Il fronte macro è dominato dall'inflazione: Italia, Germania e Usa forniscono i dati definitivi di marzo. Nonostante gli alti livelli (in Italia attese a livello congiunturale del 2,5% e tendenziale del 3,8%) la Bce continua a dichiararsi tranquilla non intravvedendo all'orizzonte i temuti effetti di second round (sostanzialmente spirale salari-prezzi). In effetti per ora l'inflazione è salita per via dell'aumento dei prezzi dei carburanti e delle accise relative oltre che per via dell'aumento delle imposte indirette. Pesano sul dato di marzo anche gli aumenti registrati nel comparto ortofrutticolo del fresco. Tuttavia per il semplice effetto del confronto statistico con il 2011, l'inflazione a livello tendenziale è destinata a scendere verso il 2,2-2,5% per fine anno e probabilmente al 2% nel corsa della prima parte del 2013.
- Dai verbali dell'ultima riunione della Banca del Giappone si evince che un membro del board ha proposto un ulteriore 'quantitative easing' attraverso l'acquisto di altri titoli di Stato per convincere i mercati dell'impegno del governo sul target dell'1% dell'inflazione.
- Il Pil cinese del primo trimestre ha deluso i mercati, risultando in espansione dell'8,1% su anno, a fronte di stime per 8,3%, e dell'1,8% su trimestre, contro un rialzo effettivo dell'1,6%. Si tratta del ritmo annuo più lento da circa 3 anni e del quinto trimestre consecutivo di rallentamento. Attenuano leggermente la delusione dei dati sul Pil quelli sulla produzione industriale di marzo risultata in rialzo dell'11,9% su anno, contro attese per 11,5%. Le vendite al dettaglio, sempre in marzo, sono cresciute dell'15,2% tendenziale, a fronte di stime per 15,0%.
- Nonostante la spasmodica attenzione degli operatori ai dati macro sulla crescita globale, la delusione del Pil cinese non condiziona valute e governativie mentre l'apertura delle borse è in territorio negativo.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Produzione industriale febbraio
Dato finale prezzi al consumo marzo
GERMANIA
Dato finale prezzi al consumo marzo
USA
Core Cpi marzo
Ficucia consumatori Università Michigan aprile