Ieri i rendimenti della zona euro - Italia in testa - sono saliti nuovamente, trainati da un ulteriore aumento dei costi di finanziamento francesi ai massimi da metà 2002, mentre le diffuse proteste nel Paese continuano ad alimentare le preoccupazioni sulla fragilità delle finanze pubbliche e sull'incertezza politica. A pesare sul mercato obbligazionario è stato anche il rimbalzo dei prezzi del greggio, con il Brent tornato sopra i 110 dollari al barile. Il rendimento del decennale francese di riferimento ha toccato il 5% per la prima volta da luglio 2002, segnando un rialzo di 8 punti base nella giornata e di oltre 20 nella settimana.
Le tensioni non si placano: gli Houthi hanno colpito ieri diversi obiettivi in Arabia Saudita provocando la morte di una persona e il ferimento di altre otto in un attacco contro l'aeroporto civile di Dammam, mentre altre due persone hanno perso la vita in un attacco contro un giacimento petrolifero.
Il futures sul Brent guadagna 2 dollari a 111,15 dollari il barile.
Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 5,086%, in calo rispetto alla chiusura a 5,146%.
Il dollaro si stabilizza con gli investitori più cauti in vista delle riunioni delle banche centrali della prossima settimana.
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22 ottobre 2026 - Ancora deboli i Btp e gli Oat.
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