CAFFE’ ESPRESSO

30 giugno 2026 - Il calo repentino del prezzo del petrolio e i tassi Bce.

Le delegazioni negoziali di Iran e Stati Uniti sono attese in settimana a Doha, ma Teheran ha affermato che non è stato fissato alcun incontro, mentre i lanci di missili avvenuti nel fine settimana da entrambe le parti mettono alla prova la tenuta del cessate il fuoco provvisorio.
A Sintra il panel più atteso è in programma domani e vedrà la partecipazione del neo-presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, insieme a Christine Lagarde e ai governatori di Bank of England e Bank of Canada. Occhi in giornata, intanto, all'intervento del capo economista di Francoforte Philip Lane e del falco tedesco Isabel Schnabel.
Gli investitori seguiranno con attenzione qualsiasi indicazione sulla valutazione dei policymaker riguardo allo stato dell'economia e alle prospettive della politica monetaria, dopo aver ridimensionato le loro aspettative di inasprimento alla luce della flessione delle quotazioni del greggio innescata dalla riapertura di Hormuz. Un ulteriore rialzo da 25 pb è scontato pienamente a ottobre ma la probabilità di una terza mossa entro fine anno è data in discesa al 20%. La rapidità del ribasso dei prezzi del petrolio e il fatto che i contratti futures su diverse scadenze chiave siano ora scesi persino al di sotto dello scenario più favorevole elaborato da Bce, potrebbe portare gradualmente a rivedere l’attesa di rialzi Bce 2026 da uno a zero. Tali aspettative saranno messe alla prova stamani dai dati preliminari sull'inflazione di giugno che arriveranno da Germania, Francia e Italia. Per il dato complessivo dell'area euro bisognerà aspettare domani.
Da segnalare nel primo pomeriggio i numeri Jolts sulle offerte di lavoro Usa a maggio, con gli operatori che restano in attesa delle statistiche sull'occupazione di giugno che verranno diffuse giovedì - un giorno prima del solito perché i mercati saranno chiusi venerdì per la festa dell'Indipendenza - e che saranno come di consueto molto monitorate in ottica Fed.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto ieri la richiesta di Trump di poter rimuovere dall'incarico la governatrice Lisa Cook, confermando la tutela dell'indipendenza della banca centrale di fronte a quella che viene considerata una sfida senza precedenti da parte del presidente repubblicano.
Lo yen è scivolato stamani al livello più debole dal 1986, alimentando i timori che un intervento diretto delle autorità di Tokyo sul mercato valutario possa essere imminente, mentre il dollaro si è allontanato dai massimi degli ultimi 13 mesi in vista della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro. La ministra delle Finanze giapponese ha ribadito che le autorità sono pronte ad adottare misure appropriate in qualsiasi momento, evitando tuttavia di ricorrere a una retorica più aggressiva.

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