CAFFE’ ESPRESSO

9 giugno 2026 - Cautela sulla soluzione del conflitto.

Gli investitori restano cauti sulla possibilità di una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz che attenuerebbe le tensioni sull'offerta energetica, riducendo le pressioni inflazionistiche e, al tempo stesso, le aspettative di un ulteriore irrigidimento monetario.
I mercati monetari si preparano al board Bce di giovedì, dove è ampiamente atteso un rialzo dei tassi di 25 punti base, con quello sui depositi che salirebbe quindi al 2,25%. Proiettano lo stesso tasso al 2,70% entro dicembre, incorporando dunque una seconda stretta, probabilmente a settembre, senza escluderne una terza.
Dopo aver mostrato un modesto rialzo ieri, le quotazioni del greggio sono scese dell'1% negli scambi asiatici, con il Brent poco sopra i 93 dollari al barile, in un mercato che resta particolarmente volatile, appeso agli sviluppi sul fronte diplomatico. Il rincaro dall'inizio della guerra, circa 100 giorni fa, è superiore al 30%.
Dopo il netto calo congiunturale mostrato a marzo, la produzione industriale tedesca ha segnato un rimbalzo ad aprile segnando una crescita dello 0,4% a fronte di un consensus pari a +0,5%.
Il dollaro scende dai massimi di due mesi tra le speranze di pace in Medio Oriente, anche se i movimenti sono limitati con gli investitori che si posizionavano in vista di rialzi dei tassi negli Stati Uniti e in Europa.

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