A tenere banco rimane l’incertezza geopolitica, sia per quel che riguarda il conflitto del Golfo che sull’asse Usa-Cina: l’incontro fra Trump e Xi non ha portato a ricadute misurabili nel breve sui molti fronti aperti tra le due superpotenze. Senza alcun segnale di una possibile soluzione al conflitto con Tehran - ormai alla dodicesima settimana - il prezzo del petrolio viaggia sopra i 110 dollari al barile.
I mercati obbligazionari, dal Regno Unito al Giappone, fino all’Eurozona e agli Stati Uniti, sono scossi da diversi fattori tra cui l'aumento dell'inflazione, le tensioni politiche e, soprattutto, il brusco inasprimento nelle aspettative sull’andamento dei tassi di interesse. Attesi mercoledì i verbali Fed della riunione di aprile, quando l'istituto è rimasto on-hold ma con quattro voti dissenzienti. Gli indici Pmi in agenda giovedì offriranno un quadro aggiornato delle condizioni economiche nell’area euro, mentre le interruzioni delle spedizioni nello Stretto di Hormuz continuano a rappresentare rischi al ribasso. I dati di aprile avevano già indicato un marcato rallentamento nei servizi, mentre l’attività manifatturiera era stata sostenuta dall’accumulo di scorte. Da monitorare i dettagli della pubblicazione per valutare il trasferimento dei maggiori costi degli input sui prezzi finali, nonché eventuali primi segnali di indebolimento dell’occupazione. Quanto accade a Downing Street resterà in settimana sotto la lente degli investitori, sempre più preoccupati per la sorte politica del primo ministro Keir Starmer dopo le disastrose elezioni locali di questo mese. L'eventualità di un primo ministro più orientato a sinistra alimenta i timori per la fragilità dei conti pubblici britannici, facendo salire i rendimenti dei gilt che sul tratto a 10 anni sono vicini ai massimi degli ultimi 18 anni. Se i dati sull’inflazione di mercoledì dovessero mostrare un ulteriore aumento e i mercati iniziassero a prezzare una Bank of England ancora più restrittiva quest’anno, le vendite sui titoli di stato britannici potrebbero avere ancora margini per proseguire, con possibili moderati effetti di spill-over sull'area euro.
CAFFE’ ESPRESSO
18 maggio 2026 - Tensioni sui mercati obbligazionari.
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