Non si placano le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz e lungo le rotte del Golfo. Dopo l'incontro con il presidente cinese, Donald Trump sostiene di aver esaurito la pazienza nei confronti di Teheran. Washington e Pechino concordano sulla necessità di mantenere aperto il passaggio strategico, di fatto bloccato dalla risposta iraniana agli attacchi di Usa e Israele, con ricadute senza precedenti sulle forniture energetiche globali. La Cina resta il principale acquirente di greggio iraniano. La Casa Bianca ha sospeso i raid ma imposto un blocco ai porti iraniani mentre il negoziato resta fermo e Teheran rifiuta di abbandonare programma nucleare e le scorte di uranio arricchito. Durante l'incontro in Cina, il presidente Xi ha detto all'omologo Usa che i colloqui commerciali stanno facendo progressi ma ha anche avvertito che i disaccordi su Taiwan potrebbero portare le relazioni su una traiettoria pericolosa e persino sfociare in un conflitto. I due hanno parlato anche della riapertura dello Stretto di Hormuz proprio mentre si registravano nuovi attacchi alle navi nella zona.
Si complica ulteriormente la situazione politica in Gran Bretagna dove un altro ministro si è dimesso accusando il premier Starmer, sempre più in bilico, di scaricare sugli altri la responsabilità dei propri fallimenti politici.
In serata, a mercati Usa chiusi, il pronunciamento di S&P Global sull'Italia, attualmente valutata 'BBB+' con outlook alzato a positivo in gennaio. Probabile che l'agenzia Usa segua la linea tracciata dalle altre che nelle ultime settimane non hanno apportato modifiche ai propri giudizi.
Per la valuta Usa si prospetta la migliore performance settimanale degli ultimi due mesi, con un recupero superiore a 1% rispetto alla chiusura di venerdì scorso. Lo yen si mantiene intanto a fatica intorno alla soglia di 158 rispetto al dollaro, mentre la sterlina risente della crisi di governo apertasi in Gran Bretagna dopo le ultime elezioni locali che hanno segnato la débacle del Labour.
Positivi i contratti derivati, spinti dai commenti più intransigenti di Trump sul conflitto con l'Iran. I futures Brent si avviano ad archiviare la settimana con un progresso di circa 6%, quelli Nymex di oltre 7%. Il futures sul Brent viaggia in rialzo a 107,34 dollari il barile e quello sul Nymex a 102,94 dollari.