Scarna in giornata l'agenda macro, con l'attenzione degli operatori che scivola già a domani quando saranno diffusi i numeri sui payroll di gennaio - originariamente in programma venerdì scorso ma rinviati a causa del breve shutdown governativo negli Stati uniti. Le statistiche, unite a quelle sull'inflazione che arriveranno venerdì, saranno cruciali nel definire le aspettative sui tassi Fed.
I futures sui Fed funds prezzano circa 50 punti base di tagli entro la fine dell’anno, con una prima riduzione vista a giugno subito dopo l'insediamento di Kevin Warsh alla guida dell'istituto centrale.
Le prospettive per l'Eurozona restano invece quelle di una Bce on-hold per il resto del 2026. Secondo diversi policymaker, per riaprire il dibattito sui tassi servirebbe una deviazione rilevante rispetto all’attuale traiettoria di economia e inflazione - deviazione che per ora non sembra si stia materializzando considerato che i prezzi si stanno stabilizzando sull'obiettivo, come osservato ieri davanti al Parlamento europeo da Christine Lagarde.